Archive for the 'Contributi Esterni' Category

Inadeguatezza delle normative finanziarie

di Massimiliano Neri

Avinash Persaud, presidente della Intelligence Capital, ha pubblicato su VOX un articolo intitolato: “The inappropriateness of financial regulation“.

Demolisce con un colpo di spazzone l’architettura teorica e l’evidenza empirica che hanno portato il Nobel a Stiglitz spiegando che non vi è nessuna crisi fra quelle degli ultimi 20 anni che si sarebbe potuta evitare fornendo maggiori informazioni nelle transazioni finanziarie (more disclosure). Il problema risulta sempre essere l’azzardo morale.

Consiglio la lettura dell’articolo. Sul fronte delle conclusioni, siamo daccapo: per risolvere un problema conclamato di regolamentazione sbagliata, si propone maggiore intervento pubblico.

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Fine della dipendenza dal petrolio arabo?

di Massimiliano Neri*

In questi giorni è stata annunciata la scoperta in Brasile di due dei più grandi giacimenti petroliferi identificati negli ultimi 30 anni. Lo riporta Bloomberg con un articolo che vince il premio di fantapolitica della settimana: “Brazil Oil Finds May End Reliance on Middle East

La notizia è commentata da Peter Zeihan, vicepresidente della Strategic Forecasting (Texas), secondo cui la scoperta potrebbe porre fine alla dipendenza dell’occidente dal petrolio del golfo persico.

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Per una comparazione del fenomeno leghista

di Filippo Salone*

È in gran parte condivisibile l’analisi sul fenomeno leghista che Angelo Panebianco fa sul Corriere all’indomani dell’exploit del voto del 13 aprile. Panebianco, che marca la sua disamina sulla Lega come comunità di interessi, già all’inizio degli anni Novanta spiegava come nel movimento leghista “protesta antisistema e rappresentanza territoriale si incontrano e fanno sinergia”, prendendo così le distanze dai tanti che sovente consideravano Bossi e il leghismo come fenomeno rozzo o comunque folkloristico destinato a scomparire una volta che la Repubblica partitocratrica avesse lasciato il posto ad una nuova e razionale architettura politico-costituzionale.

Ora, ad oltre venti anni dalla sua costituzione e registrato un nuovo sfondamento di poco inferiore al picco storico del ‘96, il Carroccio attira su di sé nuove e trasversali attenzioni. Ma al di là di ogni esegesi estemporanea, e quindi inevitabilmente superficiale, per inquadrare al meglio il leghismo non si può prescindere da un’analisi di insieme che indaghi il fenomeno nella sua esperienza storica e che tenga debitamente conto di alcuni basilari parametri di comparazione. Solo in questa chiave sarà possibile tracciare le coordinate per un modello interpretativo in grado di decifrare attendibilmente l’evoluzione del fenomeno leghista.

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Sì alle politiche pro-family, no al quoziente familiare

di Carmelo Palma e Piercamillo Falasca

Le politiche pro-family sono necessarie ma siamo sicuri che l’introduzione di un sistema di tassazione così poco neutrale come il quoziente familiare sia una buona idea?

La riduzione della pressione fiscale media sulle famiglie, che i promotori del quoziente familiare – Berlusconi in primis – indicano come obiettivo, si può ottenere anche grazie al taglio delle aliquote e all’attenuazione della progressività, senza produrre le distorsioni del quoziente. Oppure, legando il beneficio fiscale delle famiglie all’incremento del tasso di attività e di occupazione femminile e quindi del reddito familiare, con una differenziazione di genere dell’imposizione, come hanno proposto Andrea Ichino e Alberto Alesina.

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La politica estera italiana - Risposta di Carmelo Palma

In seguito all’articolo di Andrea Gilli sulla politica estera italiana, Carmelo Palma dei Riformatori Liberali ci ha inviato una replica, che siamo qui felici di riproporre. A breve verrà pubblicata la risposta di Gilli alle considerazioni di Palma.

I chierici del realismo, la dottrina e la politica: Un commento (semi)serio al pezzo di Andrea Gilli

di Carmelo Palma*

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L’Arengo del Viaggiatore: votate con prudenza

Di fronte alla crisi preannunciata della politica italiana, il tentativo dei partiti di cambiarne il volto in quest’ennesima campagna elettorale è visibile anche dalla forma dei nuovi relativi programmi, enciclopedici volumi scritti in politichese un tempo, snelli, schematici e di facile lettura oggi.

Nell’era della comunicazione politica, la struttura dei programmi di due partiti simili anche negli acronimi “PD-PDL” non poteva che assomigliarsi. Sette missioni, come le definisce il PDL, dodici azioni di governo per il PD; pochi punti mirati a identificare le priorità che il nuovo governo dovrà affrontare e come intende risolverle. È l’idea dell’Italia che cambia, come scrive Veltroni, e che si rialza, come scrive Berlusconi, è l’idea della politica del fare e non del parlare.

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Spese, maledette spese

di Andrea Moro, Michele Boldrin e Thomas Manfredi *

Dove si descrive come il BelPaese lo affossi, rodendoselo, la Casta. In complicità con quelli che della Casta sono dipendenti, clienti, o mantenuti. Dopo i salari ed i redditi disponibili esaminiamo il capitolo delle spese, pubbliche ovviamente. E di nuovo le tasse, perché quelle spese le finanziano gli altri italiani, a mezzo dell’(op)pressione fiscale subita.

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Tasse, maledette tasse

di Andrea Moro e Thomas Manfredi * 

Qualche mese fa Mario Draghi, in una relazione alla Società degli Economisti, mostrò alcuni dati sull’andamento dei consumi e redditi in alcuni paesi europei sui quali Andrea rilevò alcune discrepanze. Bankitalia ha confermato l’errore nel grafico relativo alla Germania; uno dei suoi economisti ci ha gentilmente spiegato come ricavare il loro grafico relativo all’Italia, che siamo riusciti a riprodurre. C’è molto da imparare dal confronto fra i grafici ricavati da Andrea e quello di Bankitalia.

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Il grand bargain dell’Onu

di Federico Niglia* - © Il Foglio

La difesa del multilateralismo è stata una delle priorità della politica estera di Massimo D’Alema. Questo governo ha marcato la discontinuità rispetto alla precedente amministrazione riaffermando la centralità delle Nazioni Unite come soggetto erogatore di legittimità internazionale. L’Italia ha inviato oltre duemila soldati al confine tra Israele e Libano nell’ambito della missione Onu Unifil II e ha profuso grandi energie per rilanciare la campagna per la moratoria della pena di morte, coronata da successo.
Questo impegno ha trovato un riconoscimento nell’ampio consenso che ha portato all’elezione dell’Italia a membro non permanente del Consiglio di Sicurezza per il biennio 2007-2008. Nonostante l’aspirazione al potenziamento dell’Onu, gli italiani mantengono una posizione conservatrice sulla riforma dell’organizzazione, e in particolare del Consiglio di sicurezza.

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Salari, maledetti salari

di Michele Boldrin e Pierangelo De Pace 

Proviamo a discutere seriamente di salari bassi e che non crescono. Per oggi illustriamo i fatti ed i non fatti (che sono importanti anche se arrivano alla fine, abbiate pazienza). Lasciamo analisi e proposte a un post futuro che pubblicheremo a giorni.

Tutti vogliono aumentare i salari degli italiani. Lodevole intento, dal momento che i salari dei lavoratori dipendenti italiani sono, effettivamente, molto bassi in relazione alla media degli altri grandi paesi europei (Francia, Germania, Regno Unito ed anche Spagna). I dati Eurostat, riportati nella relazione “Consumo e Crescita in Italia” pronunciata dal Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi nell’ottobre 2007, lo confermano [vedi qui per un commento e qui per alcune correzioni].

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