di Carmelo Palma*
Per i sostenitori della moratoria lo scandalo non è l’aborto, ma la maternità consapevole
Sono vere (nel senso empirico e non metafisico del termine) le “ragioni di fatto” che vanno sostenendo i promotori della moratoria sull’aborto, ad integrazione e complemento delle ragioni morali “non negoziabili”? Reggono al raffronto con i dati a cui chiunque può accedere via Internet, districandosi, senza alcuna pretesa di scientificità e completezza, in un oceano di stime, rilevazioni e “buchi”?