Considerazioni sul declino relativo americano e sull’ascesa di nuove potenze – Unipolarity is here to stay

di Mauro Gilli e Andrea Gilli

Alcuni anni fa, su Epistemes e altrove (1 e 2) illustrammo le cause del declino relativo americano e dell’ascesa di nuove potenze. Anche se molte di quelle considerazioni rimangono valide, dopo anni passati a studiare in modo approfondito queste questioni, siamo arrivati a chiederci se le nostre conclusioni, e così quelle di altri come Fareed Zakaria e Richard Haas, non fossero state troppo affrettate.

E’ bene fare chiarezza. Quanto noi e altri hanno scritto sul declino relativo degli Stati Uniti non era basato su valutazioni approssimative, ma sulla letteratura esistente in relazioni internazionali, economia politica, e altre scienze sociali. Ad alcuni anni di distanza, abbiamo iniziato a chiederci se la letteratura esistente offra davvero una chiave di lettura per il futuro, oppuse se non sia basata su assunti impliciti ormai non più validi. In questo articolo affrontiamo la questione.

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Qualche dubbio sulle sanzioni all’Iran

di Andrea Gilli

Ho qualche dubbio su come si sta contenendo l’Iran. Non ho molto tempo per pensare e proporre soluzioni alternative, ma la politica attuale delle sanzioni mi sembra nascondere qualche rischio.

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Standard&Poor’s ha bocciato l’Europa, non l’Italia o la Spagna

di Mario Seminerio – Libertiamo

Il declassamento che l’agenzia di rating Standard&Poor’s ha inflitto a metà dell’Eurozona non è un fulmine a ciel sereno, contrariamente a quanto affermano i sostenitori della teoria del complotto. E neppure è un giudizio divino. Peraltro, esiste pure la possibilità che i mercati se ne disinteressino, visto che le agenzie di rating ormai da tempo appaiono “dietro la curva”, cioè giungono a certificare quello che i mercati e gli investitori già sanno da tempo. Ma è comunque utile analizzare le motivazioni della decisione, per comprendere quale è il messaggio che S&P vuol far passare.

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L’Europa paga il conto tedesco

di Mario Seminerio – Il Tempo

La decisione dell’agenzia di rating Standard& Poor’s, che venerdì ha tagliato il rating di nove paesi dell’Eurozona, mantenendoli peraltro con outlook negativo, è stata accolta con reazioni che oscillano tra l’irritato e lo sprezzante, in un frastuono in cui il tradizionale cospirazionismo contro “gli americani che vogliono distruggere l’euro” si è mescolato a recriminazioni sul mancato effetto salvifico che ci si attendeva da nuovi governi, soprattutto da quelli tecnocratici. Le cose stanno in termini al contempo più semplici e più complessi.

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Passato, presente e futuro della difesa

di Andrea Gilli Nell‘intervista di ieri su Radio Radicale, ho menzionato una contraddizione del nostro attuale modello di difesa: per combattere i pirati in Somalia usiamo navi da oltre 500 milioni di euro. Navi che sono attrezzare per resistere all’attacco congiunto di missili e per combattere sottomarini nemici. Se va bene, il valore delle barche usate dai pirati è nell’ordine … Leggi tutto

Andrea Gilli su Radio Radicale

di Redazione Andrea Gilli è stato intervistato ieri su Radio Radicale a proposito della riforma del nostro sistema di difesa. Nell’intervista vengono sottolineati tre dati: – il principale problema del nostro sistema di difesa è lo sbilanciamento della spesa verso la componente personale; – i singoli programmi pesano relativamente poco sul bilancio totale della Difesa; – anzichè discutere di singoli … Leggi tutto