di Mauro Gilli
La nuova strategia per l’Iraq presentata dal Presidente americano George Bush (volta a “rimediare” agli errori passati e garantire così la “vittoria”) offre pochi motivi di speranza. Le probabilità che le sorti del Paese mediorientale possano essere cambiate da 21.500 soldati aggiuntivi sono poche. Il loro contributo, infatti, per quanto importante, non potrà essere rilevante (rispetto ai 140.000 attualmente dislocati si tratterebbe di incremento del 15%). Per questo motivo, la strategia formulata ieri sera dal presidente Bush non sembra rappresentare nulla di nuovo, nè tanto meno tracciare il percorso per la vittoria.