di Andrea Gilli
L’elezione del nuovo governo britannico solleva alcuni interrogativi sul futuro della politica di difesa inglese. In questo articolo cerco brevemente di riassumere i principali punti di discussione.
di Andrea Gilli
L’elezione del nuovo governo britannico solleva alcuni interrogativi sul futuro della politica di difesa inglese. In questo articolo cerco brevemente di riassumere i principali punti di discussione.
Di Mario Seminerio – Libertiamo
Ora che è stato raggiunto l’ennesimo accordo (ma il primo apparentemente operativo) tra Unione europea, Fondo Monetario Internazionale e Grecia, è opportuno tentare di analizzare le prospettive di Eurolandia e, soprattutto, della crisi di debito sovrano che sta mettendo a rischio il futuro dell’area valutaria unica, almeno così come si è formata finora.
Economia L’Italia come la Germania? Tremonti ha toccato il Fondo Grecia: comunque vada, niente lieto fine Tutti i vulcani dell’economia globale La Grecia, l’Unione Europea e il dilemma del prigioniero Proteggere il mercato, non le imprese Relazioni Internazionali Rassegna epistemica: Democrazia e counterinsurgency Lasciare Baghdad… ricordare Saigon Sviluppo economico ed efficacia militare Il caso di Emergency e dei medici arrestati … Leggi tutto
di Mario Seminerio – Liberal Quotidiano
Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, commenta con soddisfazione quelle che definisce “le tabelle” del Fondo Monetario Internazionale, che paiono mostrare una non meglio precisata situazione del debito italiano “paragonabile a quella della Germania e migliore di quella degli Usa”. Che detto così non significa nulla, visto che lo stesso Tremonti da anni non perde occasione per ribadire che il nostro paese ha il terzo debito pubblico del pianeta ma non è la terza economia del pianeta. E quindi, come va decodificata questa notizia?
di Mario Seminerio – Libertiamo
Nella tarda mattinata di venerdì 23 aprile il premier greco, George Papandreou, ha attivato le procedure per ottenere la linea di credito di emergenza di Unione europea e Fondo Monetario Internazionale, così come concordata nella dichiarazione d’intenti comunitaria del 25 marzo. La richiesta fa seguito ad una drammatica giornata sui mercati, in cui la curva dei rendimenti sui titoli di stato greci è schizzata al rialzo anche di due punti percentuali e si è invertita, con i rendimenti a breve superiori a quelli a lungo termine, segno inequivocabile di accresciuto rischio di dissesto.
di Mauro Gilli
Il dibattito sulla relazione tra democrazia e guerra è vecchio come il mondo. Già nell’antica Grecia, con Platone e Pericle, si trovano i primi assaggi di quello che, negli ultimi trecento anni e in particolare negli ultimi venti, è diventato uno dei più floridi filoni di ricerca nelle scienze sociali. Relativamente a questo dibattito, è nota la posizione di di Alexis de Tocqueville, autore di “Democrazia in America”, e appunto uno studioso della democrazia (e forse uno dei primi “scienziati sociali” in senso stretto). “La [conduzione della] politica estera richiede tutte le qualità di cui le democrazie non dispongono, e nessuna di quelle in cui primeggiano”, aveva scritto.
di Andrea Gilli
Su Stratfor è apparso un interessante articolo sul ritiro americano dall’Iraq. Quest’estate, gli Stati Uniti ritireranno le loro truppe combattenti dal Paese. Come rileva George Friedman, la scelta ha importanti implicazioni geostrategiche.
di Mario Seminerio
Se siete appassionati di scenari economici, e non necessariamente amanti del lieto fine, avete solo l’imbarazzo della scelta: la classica Grecia, l’Eyjafjallajokull (qui un esaustivo pezzo dell’eccellente sito The Oil Drum), e il nuovo caso-Goldman (qui le tredici domande di Barry Ritholtz; a seconda delle risposte si produrranno effetti variabili tra i fuochi d’artificio e l’inverno nucleare, ma noi scommetteremmo sul primo esito).