Grecia: comunque vada, niente lieto fine

3 pensieri su “Grecia: comunque vada, niente lieto fine”

  1. Buongiorno,

    annovero la mia domanda tra quelle stupide. Perché in due righe mi spiegherà che la domanda stessa è insensata.
    Ma appunto, potrebbe spiegarmi in due righe perché la Grecia non potrebbe andare in default SENZA uscire dell’euro? Mi rendo conto che la situazione è un po’ diversa. Ma se io sottoscrivo obbligazioni di un’azienda e questa alla scadenza non li onora, io resto con della carta in mano. Mica c’è un tracollo della moneta. Mi rendo conto che se in default andasse l’Italia o la Germania, il default stesso avrebbe ripercussioni anche sulla moneta. Ma quanto pesa la Grecia? Chi ha sottoscritto titoli greci, resterebbe appunto con della carta in mano. Un default avrebbe effetti sistemici soprattutto – come ho letto – sulle banche tedesche e francesi? Immagino sarebbe più semplice per i governi di quelle nazioni aiutare le loro banche piuttosto che pompare soldi in Grecia.
    Insomma, perché la Grecia non può andare in default e mantenere ciononostante l’euro come divisa?
    La domanda le apparrà stupida, me ne rnedo conto, ma se proprio non riesce a sbrigarsela in due righe, ci faccia un breve articolo. Credo di non essere il solo a non aver capito perché nun se po’ fa’, al di là di impegni presi, trattati internazionali, solenni dichiarazioni, ecc.

    Grazie e cordiali saluti.

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  2. Personalmente, credo sia del tutto possibile andare in default restando nell’euro, e penso anche che questo è esattamente quello che avverrà con la Grecia. Oggi il governo greco sta tentando di sfruttare a fini negoziali il timore che sull’euro possa abbattersi un attacco speculativo, che metterebbe a dura prova la tenuta della costruzione europea. Uscire dall’euro è impensabile non solo perché non è previsto dai trattati (quello sarebbe il meno, o quasi), quanto perché il changeover di ritorno alla dracma avrebbe costi devastanti per la Grecia stessa. E’ evidente che i tedeschi vorrebbero questo esito, ma non lo avranno.

    Restare nell’euro dopo un default fa venire meno la flessibilità del cambio, rallentando gli aggiustamenti macroeconomici, ma ribadisco: nel breve-medio termine si può andare in default stando nella moneta unica. Poi vedremo quale e quanto sarà il potenziale sistemico di questo evento sugli altri anelli deboli della catena europea, come Irlanda, Portogallo, Spagna, Italia.

    Quello che mi pare si possa dire con certezza è che il rischio di credito è entrato di prepotenza in Eurolandia, ed i tempi degli spread simili tra paesi diversamente virtuosi sono definitivamente terminati.

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