Ora anche la Bce avverte: il debito italiano preoccupa

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Suscita un amaro sorriso vedere il rilievo (in termini relativi, data l’attualità di queste squallide giornate italiane) col quale i giornali hanno accolto il bollettino mensile della Banca centrale europea, nel quale si constata che a dicembre e ad inizio gennaio si sono verificate tensioni sul debito sovrano di Belgio, Spagna e Italia. E’ surreale leggere titoli del tipo “la crisi non è finita”, forse perché il nostro paese è avvolto da una nuvola rosa di ottimismo mediatico che tende a esaltare le variazioni tendenziali di produzione industriale dimenticandosi di osservare che la base di partenza si è ristretta in modo superiore a quello di altri paesi, con i famosi cento trimestri di produzione industriale perduti dall’inizio della recessione, secondo le stime di alcuni ricercatori della Banca d’Italia.

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Alcune riflessioni sugli avvenimenti in Tunisia

di Mauro Gilli

La situazione in Tunisia è in constante cambiamento. Dopo la decisione del presidente Zine El-Abidine Ben Alì di lasciare il paese, trasferendo i poteri presidenziali al primo ministro Mohamed Ghannouchi, quest’ultimo ha a sua volta passato lo scettro al presidente del parlamento. In questo contesto è difficile fare previsioni su quali saranno gli sviluppi successivi. E’ possibile, però, riflettere sulle cause che hanno portato un dittatore ad abbandonare il suo paese, e su quelle che non hanno giocato alcun ruolo.

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L’ultimo videogame di Tremonti

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, è tornato al suo antico cavallo di battaglia, quello che cavalca dall’inizio di questa crisi. Che per Tremonti è un videogame dove, abbattuto un mostro, si sale di livello e se ne deve affrontare un altro. E’ un’immagine logora e consunta, anche perché apre di solito la strada ad immancabili ruminazioni su quanto sono cattive le banche e gli speculatori, e sul fatto che noi italiani abbiamo affrontato bene la crisi, non avendo dovuto aiutare gli istituti di credito.

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Studenti, ricerca e spese militari

di Andrea Gilli

La recente riforma dell’istruzione targata Gelmini ha scatenato scontri e proteste. In questa sede, non è mio interesse schierarmi. Piuttosto mi interessa un argomento avanzato da più parti per modificare la riforma. Sia durante alcune trasmissioni televisive che in questo video, gli “studenti italiani” si dicono a favore di tagliare le spese militari (definite sempre in aumento) per ricalibrare la spesa in istruzione. Hanno ragione?

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Il mensile – Dicembre 2010

Economia Fiat, ma non spelliamoci le mani Tasse e crisi, i fantomatici meriti del Cav Per Fortis il debito pubblico non è un problema. Possiamo sempre socializzare la ricchezza privata Obama si arrende ai tagli fiscali per i più ricchi Tremonti-Juncker, si fa presto a dire Eurobond Relazioni Internazionali WikiLeaks: ordine o distruzione? WikiLeaks, trasparenza o terrorismo?

Fiat, ma non spelliamoci le mani

di Mario Seminerio – Libertiamo

Ora che è stato firmato l’accordo tra Fiat e sindacati (senza la Fiom-Cgil) sulla newco di Pomigliano, facciamo un respiro profondo e fermiamoci a riflettere sulle conseguenze. Quelle che ci sono e ci saranno, tangibili, e quelle che si limitano al piccolo recinto della politica declamatoria ed impotente.

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Tasse e crisi, i fantomatici meriti del Cav

di Mario Seminerio – Libertiamo

L’Ocse ha pubblicato, il 15 dicembre, l’edizione 2010 (riferita al 2009) del Revenue Statistics, la raccolta dei dati e tendenze sull’andamento del gettito d’imposta nei paesi membri. Ciò che ha colpito la stampa italiana, e non poteva essere diversamente, è il terzo posto del nostro paese nella classifica della pressione fiscale, alle spalle di Svezia e Danimarca ma davanti al Belgio, che ci precedeva nel 2008. Il nostro quoziente di pressione fiscale, pari al 43,5 per cento, cresce di due decimi di punto percentuale rispetto all’anno precedente. Alcune considerazioni in materia, prima di allargare lo sguardo alla attualità, più o meno stretta.

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