Alcune riflessioni sugli avvenimenti in Tunisia

2 pensieri su “Alcune riflessioni sugli avvenimenti in Tunisia”

  1. Mauro,

    alcune domande. Ho letto dei rischi che l’opposizione islamista prenda il sopravvento in caso di libere elezioni… le mie domande sono:

    1) Esiste un movimento islamista di un qualche rilievo in Tunisia?

    2) La società è sensibile a quel genere di predicazione politica o religiosa?

    3) esiste per la Tunisia un rischio che si verifichi una sorta di guerra civile come in Algeria nei primi a metà degli anni ’90?

    Te lo chiedo perché non hai espressamente menzionato la possibile rinascita di movimenti politici di tipo islamico.

    Grazie.

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  2. Marco,

    è difficile rispondere alle tue domande… In modo parziale posso dire:

    1) sì, esiste un movimento islamista. Che sia “di qualche rilievo” è difficile dire. Lo scopriremo presto, però.

    2) Certamente lo è. Ma non esiste una predisposizione “naturale” a quel genere di predicazione politica o religiosa. Spesso i movimenti islamisti (vedi in Somalia) godono della semplicità del messaggio. La loro “narrative” (il modo in cui presentano uno scontro) fa presa su parte della popolazione, più che – ad esempio – discorsi di classe, razza, globalizzazione, etc.
    Per la Tunisia, credo che il tutto sia in movimento. L’assenza di truppe straniere, da questo punto di vista, limita il potere degli islamisti. E’ molto più difficile raccogliere il consenso, se non c’è un “nemico esterno” da combattere. Però, ripeto, la situazione è in costante movimento (come lo era nel 2003-2005 in Iraq), quindi fare previsioni è difficile.

    3) anche su questo punto: la risposta è difficile. Il rischio sicuramente esiste, ma un esito come quello algerino mi sembra meno probabile di altri Le guerre civili non nascono “out of the blue”. Ci sono quando non c’è una forza in grado di mantenere l’ordine. Fino a questo momento, l’esercito sembra aver impedito la guerra di tutti contro tutti. E il caos non sembra ancora scoppiato. Molto dipende come i vari gruppi interni si posizionano, se l’esercito si spacca, etc. In sostanza. Se il rapporto di forza rimane non bilanciato, la guerra civile sarà difficile.

    Per quanto molto “tentative”, questo è il meglio che potevo rispondere.
    A presto
    Mauro

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