L’addio di Rumsfeld: la fine di un’era

di Mauro Gilli

Con le dimissioni di Donald Rumsfeld dalla carica di Segretario alla Difesa dovute al successo del partito democratico alle elezioni di mid-term, finisce un’era. Un’era che è iniziata nelle ore successive all’11 settembre, e che è durata fino ad oggi. La fine di una politica estera basata spesso, forse troppo spesso, su formule adiplomatiche, e sulla convinzione che la forza militare impiegata in guerra potesse essere sufficiente per garantire agli Stati Uniti il raggiungimento dei loro obiettivi.

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Finalmente

di Andrea Gilli

Meglio tardi che mai. Così recita l’adagio popolare che accoglie con un misto di soddisfazione e sollievo l’arrivo di una notizia o di un evento tanto atteso quanto ritardato.Meglio tardi che mai, dunque: non possiamo proprio accogliere altrimenti la ritirata strategica di Donald Rumsfeld dal Pentagono.

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La retorica europeista colpisce anche la tassazione del risparmio

di Piercamillo Falasca

Se la consueta retorica europeista dell’attuale maggioranza risulta spesso eccessiva, sul tema della tassazione del risparmio (passaggio dal 12,5% al 20%) essa è addirittura priva di qualsiasi logica economica.

Quale è il vantaggio di un allineamento del livello di tassazione alle più elevate aliquote europee? Perché elogiare l’Irlanda per la sua tassazione agevolata sui redditi d’impresa e considerare l’Italia “poco europea” se la tassazione delle attività finanziarie è da noi più conveniente che nel resto del continente?

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Il dopo-Midterm: scenari per l’economia americana

di Mario Seminerio 

Una vittoria dei Democratici nelle elezioni di Midterm può contribuire a ridurre il deficit federale? Secondo alcuni osservatori ciò potrebbe effettivamente accadere. Per William Niskanen, presidente del Cato Institute ed ex presidente del Council of Economic Advisers durante la presidenza Reagan, il “governo diviso” servirebbe a bilanciare gli eccessi, soprattutto quelli di prodigalità fiscale. Quale evidenza storica, Niskanen cita gli unici due periodi di restrizione fiscale vissuti dagli Stati Uniti nel secondo Dopoguerra: gli ultimi sei anni della presidenza Eisenhower e gli altrettanti della presidenza Clinton, due casi di Congresso controllato dall’opposizione.

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L’Afghanistan, l’Italia e le relazioni transatlantiche

di Andrea Gilli

Mentre i nostri servizi segreti lavoravano per liberare l’ennesimo ostaggio italiano, questa volta catturato in Afghanistan, nel nostro Paese si è parlato del deterioramento della situazione nel Paese ex-dominio dei talebani.

Per primo è intervenuto il Ministro degli Esteri D’Alema, oramai due settimane fa, confermando sostanzialmente questa dato di fatto. Poi è intervenuto il suo sottosegretario Gianni Vernetti, che sabato scorso ha chiesto una Conferenza di Pace per l’Afghanistan, sulla scia del “successo” di quella organizzata per il Libano alla fine di luglio.

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La condanna di Saddam e il giudizio di Sergio Romano

di Mauro Gilli

Dopo la condanna a morte inflitta a Saddam Hussein da un tribunale iracheno si sono alzate molte voci polemiche. La sentenza, d’altronde, rappresenta un punto centrale di uno degli eventi internazionali più controversi degli ultimi anni, la guerra in Iraq, e tanta attenzione sembra dunque naturale. Sergio Romano, sul Corriere della Sera (5 novembre), ha espresso dei giudizi molto critici sul processo in sè. Ci permettiamo di rispondere alle sue tesi.

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Il punto su liberalizzazioni e mercato del lavoro

di Andrea Asoni e Antonio Mele

Molti esponenti sia del Governo sia della coalizione che lo sostiene continuano ad affermare che, dopo una Finanziaria pesante, arriverà il ciclo di riforme strutturali di cui il Paese ha tanto bisogno. Ci permettiamo di avere alcuni dubbi anche se speriamo sinceramente di essere smentiti dai fatti.

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