Friedman: un grande intellettuale

di Andrea Asoni

Milton Friedman è stato uno degli intellettuali più influenti e importanti del 20mo secolo. La sua attività di pensatore, come ricordato oggi da molti suoi colleghi, non si è limitata solo al campo economico, a cui ha apportato fondamentali cambiamenti e innovazioni, ma si è allargata fino alla politica, alla divulgazione scientifica e a riflessioni più ampie sull’individuo e sulla società in cui viviamo.

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Tasse e lavoro: la differenza tra USA ed Europa

di Pierangelo De Pace 

Una delle principali differenze tra l’economia europea e l’economia americana risiede nel fatto che gli europei (occidentali) tendono generalmente a lavorare meno degli americani. Gli Stati Uniti devono dunque in larga parte la propria ricchezza e la propria supremazia in termini economici rispetto ai cittadini del Vecchio Continente a questo importante aspetto che, molto spesso, viene spiegato attraverso la presunta esistenza di differenze culturali che spingono gli statunitensi a voler consumare di più (e quindi a cercare di produrre, oltre che ad importare, in misura maggiore) e gli europei a godere maggiormente di tempo libero.

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Risanare, redistribuire, raggirare

di Mario Seminerio

Nel 1996 il governo Prodi (ministro del Tesoro era Carlo Azeglio Ciampi) avviò un’imponente azione di riduzione del deficit di bilancio, per rientrare nei parametri di convergenza all’euro previsti dal Trattato di Maastricht. La manovra ebbe successo, e permise al nostro Paese di entrare nella moneta unica. Anche allora, non senza fondamento, la retorica d’ordinanza fu quella emergenziale. Prodi era appena tornato dalla Spagna, dove aveva inutilmente tentato di convincere l’allora primo ministro Aznar a formare un fronte comune per ottenere un differimento dei tempi d’ingresso dei due paesi nell’euro, ottenendone un secco rifiuto. Da quel momento iniziò una disperata corsa contro il tempo, gestita dal governo italiano attraverso aumenti di tassazione e blocco temporaneo di spesa pubblica.

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Contro il fondo per far “rientrare i cervelli”

Epistemes.org si dichiara assolutamente contrario al fondo per far rientrare i cervelli in Italia.

In seguito alle perplessità manifestate da alcuni Senatori, il Governo ha apportato delle modifiche alla Legge Finanziaria, in particolare per ciò che concerne il finanziamento della ricerca.

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Riformare il sistema universitario

di Andrea Asoni

Il recente allarme lanciato dalla Conferenza dei Rettori sulla crisi dell’università italiana ha generato un ampio dibattito nei media. Vi è di che preoccuparsi; la scuola e l’educazione superiore svolgono due ruoli fondamentali nelle società occidentali. Non solo sono al centro del processo di creazione e diffusione di idee e tecnologie nuove, cuore della crescita economica e del benessere moderni, ma sono un importante strumento di eguaglianza delle opportunità, di mobilità sociale, un ponte per gli studenti volenterosi verso occupazioni meglio remunerate.

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Restituire le banche al mercato

di Antonio Mele

Il sistema bancario italiano é affetto da una anomalia che sarebbe bene correggere quanto prima.
Infatti, le banche italiane sono nella maggior parte dei casi controllate da fondazioni bancarie, le quali o direttamente o tramite patti di sindacato con altri azionisti di maggioranza decidono delle sorti degli istituti di credito. Non ci sarebbe niente di male, in realtá, se tali fondazioni bancarie fossero istituti di diritto privato completamente al di fuori delle logiche politiche. Ma in realtá le fondazioni sono diretta emanazione del sistema politico locale, e pertanto soggette a criteri non solo economici nella gestione del credito.

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IDEAZIONE.COM: Alla riscoperta del liberalismo realista

di Daniele G. Sfregola Nello splendido “Lo scopo della politica americana”, Hans Morgenthau si pone retoricamente il seguente quesito: “La libertà individuale è più importante della sicurezza nazionale, senza la quale non ci sarà affatto libertà?”. Non si tratta di un esercizio accademico. Il tema rappresenta, probabilmente, il vulnus storico della filosofia liberale. Questo perché lo “stato di guerra” è … Leggi tutto

La Bulgaria elegge il presidente della stabilizzazione

di Filippo Salone*

La Bulgaria ha scelto di dare continuità democratica al suo percorso di modernizzazione che nel prossimo gennaio la porterà all’ingresso nell’Ue. E proprio puntando su questa linea guida promossa già nel corso del suo primo mandato Gheorghi Parvanov è stato rieletto con più del 75% delle preferenze Presidente della Repubblica. Forte dello schieramento di area liberal-socialista saldatasi al suo fianco, che è anche coalizione di governo ed espressione dell’attuale primo ministro, Parvanov non ha avuto particolari problemi a battere al ballottaggio il candidato ultranazionalista xenofobo Volen Siderov fermatosi al 24%.

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