Tassi in ascesa: la sinistra critica la Bce ma alza le tasse

di Piercamillo Falasca Sull’acceso dibattito scoppiato in seguito al rialzo dei tassi deciso dalla Bce si può proprio dire: Milton Friedman l’aveva detto. Qualche tempo fa, Phastidio.net riportava uno stralcio di una intervista rilasciata dal padre della controrivoluzione monetarista nella primavera del 2006: “Nella storia non c’è mai stato un periodo con così bassa inflazione … Continua a leggere Tassi in ascesa: la sinistra critica la Bce ma alza le tasse

Argentina: pacta (et debita) servanda sunt

di Piercamillo Falasca

Si ringrazia Pietro Paganini di Competere – spinning Innovation

La bancarotta della Repubblica Argentina del dicembre 2001 ha rappresentato uno dei più straordinari eventi finanziari degli ultimi decenni. A distanza di cinque anni e mezzo, le conseguenze di quel default sono ancora evidenti e rischiano di essere più gravi di quanto si pensasse inizialmente.

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Conti dormienti e diritto di proprietà

di Benedetto Della Vedova* e Piercamillo Falasca

E’ tornato alla ribalta l’argomento dei cosiddetti “conti dormienti”. Succede con la proposta della sinistra dell’Unione – tradotta in uno dei commi del maxiemendamento alla Finanziaria in discussione al Senato – di attingere ai depositi abbandonati in banca per lungo tempo e non reclamati per finanziare l’assunzione di 350 mila precari delle pubbliche amministrazioni. Il tema aveva già trovato in passato spazio nel dibattito politico-parlamentare. Senza produrre risultati, purtroppo. O, forse, per fortuna, visto che le soluzioni proposte sembravano suggerire tutto tranne l’unica cosa davvero sensata: cercare di restituire questi soldi ai legittimi proprietari. I conti dormienti sono fondi detenuti da banche, da società finanziarie o dalla Posta per conto di cittadini che non sono a conoscenza di tali proprietà finanziarie, per i motivi più disparati: decessi improvvisi, perdita della capacità di intendere e di volere, mancata conoscenza da parte degli eredi del patrimonio finanziario del de cuius o addirittura banali dimenticanze.

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La retorica europeista colpisce anche la tassazione del risparmio

di Piercamillo Falasca

Se la consueta retorica europeista dell’attuale maggioranza risulta spesso eccessiva, sul tema della tassazione del risparmio (passaggio dal 12,5% al 20%) essa è addirittura priva di qualsiasi logica economica.

Quale è il vantaggio di un allineamento del livello di tassazione alle più elevate aliquote europee? Perché elogiare l’Irlanda per la sua tassazione agevolata sui redditi d’impresa e considerare l’Italia “poco europea” se la tassazione delle attività finanziarie è da noi più conveniente che nel resto del continente?

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Stretto di Messina SpA: il Ponte no, ma resta la società pubblica

di Piercamillo Falasca

Nel decreto-legge di natura fiscale collegato alla Finanziaria, vi è una norma forse poco studiata dagli analisti, presente nel comma 1 dell’articolo 14.

Il contenuto principale e politicamente più rilevante dell’intero articolo è, in realtà, l’uscita di Fintecna SpA (in soldoni, l’IRI) dalla Stretto di Messina SpA ed il conseguente trasferimento delle risorse ad un apposito capitolo di spesa del Ministero delle infrastrutture dal nome “Interventi per la realizzazione di opere infrastrutturali e di tutela dell’ambiente e difesa del suolo in Sicilia e in Calabria”.

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Rendite finanziarie? Sono anche i risparmi di impiegati ed operai

di Benedetto Della Vedova* e Piercamillo Falasca

L’indagine biennale di Bankitalia sui bilanci delle famiglie italiane per il 2004 (ultima disponibile) evidenzia come ben il 36.7% delle attività finanziarie complessivamente detenute dalle famiglie sia nelle mani di famiglie con capofamiglia un lavoratore dipendente. Queste famiglie rappresentano sì il 46,4% del totale, ma posseggono, ad esempio, ben il 38,2% dei titoli di stato ed il 34% di azioni, fondi comuni e altri titoli.

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“Da grande voglio fare l’IRI” – Breve analisi di uno strumento improprio

di Piercamillo Falasca

Nata a Torino nel 1850, con la funzione di ricevere depositi quale luogo di “fede pubblica” e investita dopo pochi anni del compito di finanziare gli investimenti in opere pubbliche degli enti locali attraverso le risorse provenienti dai libretti di risparmio postale, la Cassa Depositi e Prestiti è stata fino al 1983 una semplice direzione generale del Ministero del Tesoro.

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