Banalmente, meno tasse

di Piercamillo Falasca

Ridurre la pressione fiscale è, oggi, una priorità per l’Italia. Chi scrive ha curato il capitolo sul fisco del Manuale per le riforme dell’Istituto Bruno Leoni. La proposta è di introdurre un sistema di tre aliquote sul reddito personale (a una no tax area teorica media di 8 mila euro, seguirebbero scaglioni del 20 per cento fino a 20 mila euro, del 25 per cento da 20 a 70 mila euro, e del 33 per cento oltre tale soglia). In questa maniera, ogni categoria di contribuenti si troverebbe a pagare meno, e il sistema fiscale nel suo complesso subirebbe un appiattimento.

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Boom di contributi e imposte dirette, ecco il tesoretto

di Mario Seminerio – © Libero Mercato

I dati diffusi nei giorni scorsi dall’Istat su stime del prodotto interno lordo ed indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche per l’anno 2007 ci permettono di analizzare nei dettagli alcune dinamiche economiche e di gestione dei conti pubblici, oltre che di confutare alcuni luoghi comuni piuttosto radicati. Riguardo la crescita, lo scorso anno il pil è cresciuto del 3,8 per cento a valore nominale e dell’1,5 per cento reale (utilizzando il metodo chain weighted con anno-base il 2000), contro l’1,8 per cento (rivisto al ribasso) dell’anno 2006. Il raffronto con il 2006 è interessante soprattutto in termini di contributi alla crescita.

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Spese, maledette spese

di Andrea Moro, Michele Boldrin e Thomas Manfredi *

Dove si descrive come il BelPaese lo affossi, rodendoselo, la Casta. In complicità con quelli che della Casta sono dipendenti, clienti, o mantenuti. Dopo i salari ed i redditi disponibili esaminiamo il capitolo delle spese, pubbliche ovviamente. E di nuovo le tasse, perché quelle spese le finanziano gli altri italiani, a mezzo dell'(op)pressione fiscale subita.

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Tasse, maledette tasse

di Andrea Moro e Thomas Manfredi * 

Qualche mese fa Mario Draghi, in una relazione alla Società degli Economisti, mostrò alcuni dati sull’andamento dei consumi e redditi in alcuni paesi europei sui quali Andrea rilevò alcune discrepanze. Bankitalia ha confermato l’errore nel grafico relativo alla Germania; uno dei suoi economisti ci ha gentilmente spiegato come ricavare il loro grafico relativo all’Italia, che siamo riusciti a riprodurre. C’è molto da imparare dal confronto fra i grafici ricavati da Andrea e quello di Bankitalia.

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