Risanare, redistribuire, raggirare

di Mario Seminerio

Nel 1996 il governo Prodi (ministro del Tesoro era Carlo Azeglio Ciampi) avviò un’imponente azione di riduzione del deficit di bilancio, per rientrare nei parametri di convergenza all’euro previsti dal Trattato di Maastricht. La manovra ebbe successo, e permise al nostro Paese di entrare nella moneta unica. Anche allora, non senza fondamento, la retorica d’ordinanza fu quella emergenziale. Prodi era appena tornato dalla Spagna, dove aveva inutilmente tentato di convincere l’allora primo ministro Aznar a formare un fronte comune per ottenere un differimento dei tempi d’ingresso dei due paesi nell’euro, ottenendone un secco rifiuto. Da quel momento iniziò una disperata corsa contro il tempo, gestita dal governo italiano attraverso aumenti di tassazione e blocco temporaneo di spesa pubblica.

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Contro il fondo per far “rientrare i cervelli”

Epistemes.org si dichiara assolutamente contrario al fondo per far rientrare i cervelli in Italia.

In seguito alle perplessità manifestate da alcuni Senatori, il Governo ha apportato delle modifiche alla Legge Finanziaria, in particolare per ciò che concerne il finanziamento della ricerca.

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Riformare il sistema universitario

di Andrea Asoni

Il recente allarme lanciato dalla Conferenza dei Rettori sulla crisi dell’università italiana ha generato un ampio dibattito nei media. Vi è di che preoccuparsi; la scuola e l’educazione superiore svolgono due ruoli fondamentali nelle società occidentali. Non solo sono al centro del processo di creazione e diffusione di idee e tecnologie nuove, cuore della crescita economica e del benessere moderni, ma sono un importante strumento di eguaglianza delle opportunità, di mobilità sociale, un ponte per gli studenti volenterosi verso occupazioni meglio remunerate.

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Restituire le banche al mercato

di Antonio Mele

Il sistema bancario italiano é affetto da una anomalia che sarebbe bene correggere quanto prima.
Infatti, le banche italiane sono nella maggior parte dei casi controllate da fondazioni bancarie, le quali o direttamente o tramite patti di sindacato con altri azionisti di maggioranza decidono delle sorti degli istituti di credito. Non ci sarebbe niente di male, in realtá, se tali fondazioni bancarie fossero istituti di diritto privato completamente al di fuori delle logiche politiche. Ma in realtá le fondazioni sono diretta emanazione del sistema politico locale, e pertanto soggette a criteri non solo economici nella gestione del credito.

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IDEAZIONE.COM: Alla riscoperta del liberalismo realista

di Daniele G. Sfregola Nello splendido “Lo scopo della politica americana”, Hans Morgenthau si pone retoricamente il seguente quesito: “La libertà individuale è più importante della sicurezza nazionale, senza la quale non ci sarà affatto libertà?”. Non si tratta di un esercizio accademico. Il tema rappresenta, probabilmente, il vulnus storico della filosofia liberale. Questo perché … Continua a leggere IDEAZIONE.COM: Alla riscoperta del liberalismo realista

La Bulgaria elegge il presidente della stabilizzazione

di Filippo Salone*

La Bulgaria ha scelto di dare continuità democratica al suo percorso di modernizzazione che nel prossimo gennaio la porterà all’ingresso nell’Ue. E proprio puntando su questa linea guida promossa già nel corso del suo primo mandato Gheorghi Parvanov è stato rieletto con più del 75% delle preferenze Presidente della Repubblica. Forte dello schieramento di area liberal-socialista saldatasi al suo fianco, che è anche coalizione di governo ed espressione dell’attuale primo ministro, Parvanov non ha avuto particolari problemi a battere al ballottaggio il candidato ultranazionalista xenofobo Volen Siderov fermatosi al 24%.

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L’addio di Rumsfeld: la fine di un’era

di Mauro Gilli

Con le dimissioni di Donald Rumsfeld dalla carica di Segretario alla Difesa dovute al successo del partito democratico alle elezioni di mid-term, finisce un’era. Un’era che è iniziata nelle ore successive all’11 settembre, e che è durata fino ad oggi. La fine di una politica estera basata spesso, forse troppo spesso, su formule adiplomatiche, e sulla convinzione che la forza militare impiegata in guerra potesse essere sufficiente per garantire agli Stati Uniti il raggiungimento dei loro obiettivi.

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Finalmente

di Andrea Gilli

Meglio tardi che mai. Così recita l’adagio popolare che accoglie con un misto di soddisfazione e sollievo l’arrivo di una notizia o di un evento tanto atteso quanto ritardato.Meglio tardi che mai, dunque: non possiamo proprio accogliere altrimenti la ritirata strategica di Donald Rumsfeld dal Pentagono.

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La retorica europeista colpisce anche la tassazione del risparmio

di Piercamillo Falasca

Se la consueta retorica europeista dell’attuale maggioranza risulta spesso eccessiva, sul tema della tassazione del risparmio (passaggio dal 12,5% al 20%) essa è addirittura priva di qualsiasi logica economica.

Quale è il vantaggio di un allineamento del livello di tassazione alle più elevate aliquote europee? Perché elogiare l’Irlanda per la sua tassazione agevolata sui redditi d’impresa e considerare l’Italia “poco europea” se la tassazione delle attività finanziarie è da noi più conveniente che nel resto del continente?

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Il dopo-Midterm: scenari per l’economia americana

di Mario Seminerio 

Una vittoria dei Democratici nelle elezioni di Midterm può contribuire a ridurre il deficit federale? Secondo alcuni osservatori ciò potrebbe effettivamente accadere. Per William Niskanen, presidente del Cato Institute ed ex presidente del Council of Economic Advisers durante la presidenza Reagan, il “governo diviso” servirebbe a bilanciare gli eccessi, soprattutto quelli di prodigalità fiscale. Quale evidenza storica, Niskanen cita gli unici due periodi di restrizione fiscale vissuti dagli Stati Uniti nel secondo Dopoguerra: gli ultimi sei anni della presidenza Eisenhower e gli altrettanti della presidenza Clinton, due casi di Congresso controllato dall’opposizione.

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