Stretto di Messina SpA: il Ponte no, ma resta la società pubblica

di Piercamillo Falasca

Nel decreto-legge di natura fiscale collegato alla Finanziaria, vi è una norma forse poco studiata dagli analisti, presente nel comma 1 dell’articolo 14.

Il contenuto principale e politicamente più rilevante dell’intero articolo è, in realtà, l’uscita di Fintecna SpA (in soldoni, l’IRI) dalla Stretto di Messina SpA ed il conseguente trasferimento delle risorse ad un apposito capitolo di spesa del Ministero delle infrastrutture dal nome “Interventi per la realizzazione di opere infrastrutturali e di tutela dell’ambiente e difesa del suolo in Sicilia e in Calabria”.

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Il declassamento del debito: implicazioni e politica economica

di Michele Bottone

Fitch e Standard & Poor’s, due delle tre principali aziende di rating del debito sovrano, hanno declassato il loro giudizio sull’Italia, portandolo la prima da AA ad AA-, e la seconda da AA- ad A+. Per la Standard & Poor’s è il secondo downgrade del debito italiano dopo quello del luglio 2004.

Uno sguardo d’insieme al debito sovrano

Un paese, proprio come gli individui e le imprese, ha vari modi di finanziare la sua attività quotidiana e i suoi investimenti: ricorrendo all’autofinanziamento attraverso risorse proprie, o facendo ricorso al mercato.

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Cosa significa un seggio al Consiglio di Sicurezza?

di Mauro Gilli

A metà luglio, un gruppo di studenti dell’Università Bocconi andò a visitare la sede del Palazzo di Vetro e la Missione Permanente d’Italia, che le è situata esattamente di fronte. Quest’ultima organizzò una mini-conferenza con lo scopo di spiegare agli studenti che cosa è l’ONU, come funziona e qual è il ruolo dell’Italia al suo interno. Al termine della conferenza, uno degli studenti chiese per quale motivo tanti Paesi si impegnassero tanto per ottenere uno dei seggi a rotazione all’interno Consiglio di Sicurezza, quando il potere è nelle mani dei membri permanenti, che detengono il diritto di veto.

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Tassazione del risparmio: i danni di lungo periodo

di Mario Seminerio

L’esempio che segue, realizzato dal professor Martin Feldstein, serve ad illustrare l’effetto nocivo dell’elevata tassazione sui redditi prodotti dal risparmio.

Ipotizzate che vi sia un cittadino, di nome Joe, che guadagna 1000 dollari di reddito aggiuntivo. Se la sua aliquota d’imposta è il 35 per cento, gli rimangono in tasca 650 dollari. Joe ne risparmia 100, per quando andrà in pensione, e spende gli altri 550.

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Una strategia contro l’evasione

di Andrea Asoni

Il fenomeno dell’evasione e dell’elusione fiscale sembrano particolarmente diffusi nel Bel Paese. I dati diffusi dall’Ansa e la conseguente guerra lanciata dal vice-ministro dell’Economia sembrano confermare l’esperienza della maggioranza dei cittadini italiani. Evadere le tasse è un comportamento illegale; questo dovrebbe essere chiaro a tutti. L’annuncio di Visco è dunque dotato delle migliori intenzioni. Gli effetti delle misure previste dall’attuale governo andranno però con tutta probabilità nella direzione opposta.

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DISCUSSION PAPER: “Partite Correnti e Disavanzo della Bilancia Commerciale. Aspetti Teorici e Soluzioni Pratiche per l’Economia USA”

di Pierangelo De Pace

Qualche giorno fa discutevo degli squilibri della bilancia commerciale statunitense in Partite correnti e bilancia commerciale. Possibili soluzioni per il deficit statunitense. Nel breve articolo in questione cercavo di mettere in evidenza quali siano le cause principali del deficit commerciale americano ed i motivi per i quali ci sia da preoccuparsi nel medio-lungo periodo, se le necessarie contromisure non siano prontamente adottate dal governo USA fin da ora.

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Rendite finanziarie? Sono anche i risparmi di impiegati ed operai

di Benedetto Della Vedova* e Piercamillo Falasca

L’indagine biennale di Bankitalia sui bilanci delle famiglie italiane per il 2004 (ultima disponibile) evidenzia come ben il 36.7% delle attività finanziarie complessivamente detenute dalle famiglie sia nelle mani di famiglie con capofamiglia un lavoratore dipendente. Queste famiglie rappresentano sì il 46,4% del totale, ma posseggono, ad esempio, ben il 38,2% dei titoli di stato ed il 34% di azioni, fondi comuni e altri titoli.

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L’Iran e la Finanziaria

di Andrea Gilli

La scorsa settimana sono occorsi due importanti avvenimenti per il nostro Paese. Il primo ha riguardato (prevalentemente) solo l’Italia, ed è consistito nella pubblicazione della Legge Finanziaria 2007. Il secondo riguarda invece la politica mondiale, e ha a che fare con la minaccia di sanzioni contro l’Iran pronunciata dalla comunità internazionale nel caso in cui Tehran continui con il suo programma nucleare.

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La curva di Phelps

di Andrea Asoni

Il Premio Nobel per l’Economia per il 2006 è stato attribuito a Edmund Phelps. Come si può leggere dalle motivazioni dell’Accademia Reale delle Scienze di Svezia, i contributi del ricercatore americano allo sviluppo della scienza economica sono stati diversi e hanno abbracciato diverse problematiche. Dalle riflessioni sulla relazione tra inflazione e disoccupazione, ai lavori sul salario di equilibrio fino allo studio del processo di accumulazione di capitale.

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Parlare a Pyongyang, perchè Teheran capisca

di Mauro Gilli

Il test nucleare in Corea del Nord di lunedì scorso rappresenta esattamente l’epilogo che Pentagono e Dipartimento di Stato hanno cercato disperatamente di evitare nel corso degli ultimi anni. A questo punto, malgrado le speculazioni, sembra non esserci più alcun dubbio sulla (limitata) capacità nucleare del regime di Pyongyang – che negli ultimi anni ha anticipato a parole più volte questo traguardo.

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