Tornano gli F-35

di Andrea Gilli

Mesi fa, umilmente, avevo cercato di mettere la parola fine sulla patetica discussione sugli F-35. In breve, in tempi di austerity, tanti chiedevano di tagliare quell’astronomica cifra (circa 13 miliardi di euro) per l’acquisto di 131 caccia F-35/Lightning II Joint Strike Fighter.

Pensavo – dicevo – perchè invece la questione è di nuovo tornata a galla, da ultimo da parte del sindaco di Firenze Matteo Renzi.

Ricapitoliamo, in breve:

1) la spesa per gli F-35 è una spesa in investimenti, quindi va calcolata nel suo intero arco temporale, 30/35 anni. L’acquisto degli F-35 è sceso a 90, moltiplicata per circa 130 milioni a pezzo, vuole dire 11,7 miliardi di euro. Divisi in 30 anni significa poco meno di 400 milioni di euro l’anno. Per capirci: la spesa pubblica italiana annuale ammonta a 720 miliardi di euro. Fate voi le proporzioni.

2) Chi propone di tagliare gli F-35 deve anche suggerire un’alternativa. Per capirci, la Norvegia (quelli del premio Nobel per la Pace) ha comprato 48 F-35. La Svezia, il Paese degli studi sulla pace, si fabbrica i JAS-39 Gripen. La Svizzera, il Paese neutrale, ha da poco comprato il JAS-39 Gripen dalla Svezia. Sulla Francia e gli ideali della Rivoluzione non c’è molto da dire: si fabbricano l’aereo più costoso della storia, il Rafale e cercano di venderlo a chiunque (sperando che nessuno si accorga che di tanto in tanto qualcuno cade a mare). L’ultimo in lista era Gheddafi. Gli USA di Obama sono quelli che fabbricano l‘F-35, quindi la discussione è chiusa. Tutto questo per dire: l’Italia vuole davvero essere la barzelletta del pianeta, l’unico Paese al mondo a non avere aerei da combattimento moderno?

Basta saperlo. E soprattutto basta sapere che la prossima volta che c’è il Kosovo, la Libia o la Siria, non abbiamo cori che invochino la comunità internazionale. Perché, a casa mia, la comunità internazionale agisce solo se ha delle armi e tra quelle figurano chiaramente aerei da combattimento moderni.

3) Infine, le questioni industriali. Poichè tutti i Paesi del mondo comprano aerei da combattimento avanzati, le opzioni sono due: la prima è che la Francia di Hollande, gli Stati Uniti di Obama, la Spagna di Zapatero ieri e Rajoy oggi sono guidati da dementi che buttano via i loro soldi. Possibile, per carità. In tal caso, ad uscire dall’F-35 mostreremmo una certa lungimiranza. O forse no: perché se tutti i Paesi del mondo sono guidati da cretini, forse non è la cosa migliore rimanere senza armi per difendersi. La seconda opzione è che costoro non siano così scemi. Probabilmente gli investimenti in difesa generano dei benefici sia in termini di sicurezza che in termini di esternalità industriali che questi Paesi vogliono accaparrare. In tal caso, se noi davvero uscissimo dall’F-35 non ci sarebbe dubbio su chi sarebbe il cretino.

P.S.: qui alcuni dati interessanti sull’F-35 e il Gripen.

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5 Comments

  1. stai combattendo una battaglia persa in partenza , contro l’ ideologia( in questo caso pacifista) non si può ragionare.

  2. Sono scettico sui benefici, quindi, non conoscendo l’argomento, quali sono gli effetti diretti su un paese quando acquista degli aerei da combattimento, oltre a mantenere rapporti di fiducia con il produttore?

    1. I benefici:

      1) conventional deterrence: se abbiamo la superiorità militare, a nessuno viene la malsana idea di attaccarci.
      2) dato 1), contribuiamo alla sicurezza collettiva, che è un bene pubblico internazionale.
      3) producendo aerei, manteniamo capacità industriali che richiedono decenni e ne acquisiamo di nuove. Ciò contribuisce direttamente a 1) e 2).
      4) Molte di queste capacità industriali possono essere trasferite nell’economia civile: pensa ai radar, le capacità di progettazione, etc.
      5) Tutte queste attività, dalla produzione di aerei militari alla produzione di radar civili, sono altamente oligopolistiche. Cioè il venditore incamera degli extra-profitti.
      6) Mentre tutto ciò può essere misurato, c’è poi un aspetto meno tangibile ma non meno importante: l’influenza politica. Se abbiamo forze armate sotto sviluppate, semplicemente non veniamo presi seriamente a livello internazionale. Vedi l’influenza che hanno Francia e GB negli Stati Uniti rispetto alla Germania, che ha forze militari ma non le USA.

  3. Ma F-35 e JAS-39 Gripen sono mezzi comparavili fra loro dal punto di vista operativo/militare? E gli JAS-39 Gripen come si inserirebbero nella catena logistica Italiana? É compatibile con gli standard NATO?

    1. Ne avevo scritto indirettamente qui:

      https://epistemes.org/2011/05/16/lindia-il-suo-caccia-multiruolo-e-leurofighter/

      1) il gripen è un aereo di 4 generazione. L’f-35 è un aereo di 5° generazione. Come paragonare il MacBook Pro del 2012 ad un Dell del 2004.
      2) Il Gripen è in competizione con l’Eurofighter, che l’Italia produce ed è superiore al Gripen. Quindi, se proprio vogliamo tagliare l’F-35, allora conviene stare sull’EF. per la cronaca: è avvenuto il contrario.
      3) Standardizzazione e logistica: ci sarebbero dei problemi. Se vuoi vado un po’ più a fondo, ma visto il punto 2, l’opzione non ha senso.

      aa

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