Archive for the 'Mauro Gilli' Category

Iran: Purtroppo non li possiamo aiutare. Risposta a Henry-Levy

di Mauro Gilli

Con le elezioni in Iran, si è tornato a parlare di un dilemma a cui l’Occidente si trova spesso di fronte: aiutare i popoli oppressi a liberarsi dai loro oppressori, oppure rimanere impassibili di fronte alla tragedia? Secondo Bernard Henry-Levy, l’Occidente avrebbe l’obbligo di prestare soccorso (Corriere della Sera, 16 giugno). Simili considerazioni sono state espresse nelle scorse settimane relativamente al popolo cinese, in concomitanza con il ventesimo anniversario della strage di Tienanmen. La questione, anche se è stata sollevata relativamente all’Iran o alla Cina, si presta a generalizzazioni e ad una discussione più ampia.

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Truppe aggiuntive in Afghanistan? No, grazie.

di Mauro Gilli

Secondo alcune indiscrezioni del Corriere della Sera, il Presidente del Consiglio si appresterebbe a raccogliere la richiesta americana rivolta agli alleati europei di aumentare le truppe in Afghanistan. Purtroppo, tale scelta sembra ripercorrere una tradizione tutta italiana che va sin dal nostro risorgimento, quando con la missione in Crimea guidata da Lamarmora, Cavour tentò di raccogliere il sostegno degli alleati europei per la causa italiana.

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Perché non si possono accettare le critiche dell’ONU

di Andrea Gilli e Mauro Gilli

Nei giorni scorsi, l’alto commissariato per i rifugiati dell’ONU (UNHCR) ha accusato duramente il nostro paese per le sue azioni volte a contrastare l’immigrazione clandestina, e più precisamente i respingimenti in mare dei barconi provenienti dalle coste africane. il ministro della Difesa La Russa ha replicato affermando che l’agenzia in questione non conterebbe nulla. Mentre questo pseudo scontro diplomatico sembra affievolirsi, con il presente articolo, pur stigmatizzando le parole del ministro. vogliamo sottolineare come, in fondo, pur sbagliando nella forma, nella sostanza il Ministro ha centrato il punto.

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La politica estera di Obama

di Mauro Gilli

Le recenti scelte in politica estera dell’Amministrazione Obama hanno suscitato una certa sorpresa - e in molti casi sgomento - tra gli osservatori. A fronte delle grandi aspettative sulla capacità del presidente in persona di restituire all’America un’immagine positiva a livello internazionale, Obama si è trovato a dover prendere delle decisioni in palese contrasto con due dei pilastri fondanti della società americana: la convinzione che sia dovere degli Stati Uniti trasformare le altre società, promuovendo diritti umani, democrazia e libero mercato; e, dall’altra parte, l’idea che l’America sia un paese che non si arrende di fronte ai nemici, e che è disposta a pagare ogni prezzo per raggiungere i suoi obiettivi.

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Il ritorno dello Stato in America

di Mauro Gilli

Pochi avrebbero immaginato che gli Stati Uniti, da alfiere dell’individualismo economico e del ruolo limitato dello Stato in economia, si sarebbero apprestati, un giorno, a fare un passo indietro, e riformulare il loro modello di capitalismo. La crisi economica e finanziaria che sta attanagliando il mondo ha però avuto questo effetto. Creando una situazione di incertezza generalizzata e permanente, nella quale i vecchi paradigmi paiono completamente datati e inutili, la crisi ha permesso il ritorno di idee e postulati che, solo qualche anno fa, sembravano bandidi dal discorso pubblico. Continue reading ‘Il ritorno dello Stato in America’

Clinton a Pechino: I pericoli nascosti della retorica

di Mauro Gilli

Il Segretario di Stato Hillary Clinton, in visita a Pechino, ha sottolineato come le divergenze di vedute tra gli Stati Uniti e la Cina in merito ai diritti umani non debbano ostacolare la collaborazione tra i due paesi relativamente a questioni più urgenti come la crisi finanziaria e il cambiamento climatico.

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Il declino dell’egemonia americana e il ritorno dello spettro del protezionismo

di Mauro Gilli

Usando una formula retorica, si potrebbe dire che “uno spettro si aggira per l’Europa, il protezionismo”. Infatti, pur essendo ancora “una prospettiva lontana”, come ha scritto il Financial Times il 5 febbraio, esiste una paura crescente che gli Stati europei adottino politiche discriminatorie verso i prodotti esteri.

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Perché Israele sta vincendo militarmente

di Andrea Gilli

Nel corso dell’operazione militare Cast Lead che ha visto, e ancora vede (seppure presumibilmente per pochi giorni) l’esercito israeliano impegnato a Gaza, in molti hanno sollevato perplessità sulle reali chance di successo di Israele. Soprattutto, a molti è tornato facile fare paragoni con la guerra contro Hizbullah del 2006 dalla quale Israele uscì fondamentalmente sconfitto militarmente.

In contrasto con gran parte delle attese, l’operazione si sta rivelando un successo militare. Cerchiamo dunque di spiegarne le ragioni.

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Samuel Huntington. E’ morto un genio

di Mauro Gilli

Quando un illustre personaggio della cultura viene a mancare, è difficile resistere alla tentazione di descriverne la vita, e soprattutto le opere, ricorrendo a elogi mistici. Cadere in questa tentazione sarebbe però il peggiore modo per ringraziare Samuel Huntington, politologo americano mancato il 24 dicembre scorso.

Huntington era un genio e non lo celava, come la sua pagina personale sul sito dell’università di Harvard teneva a precisare: a 23 anni aveva già ottenuto laurea, master e dottorato, e aveva già iniziato ad insegnare. A differenza di molti altri studiosi, ha scritto pochi libri, che però sono diventati delle colonne portanti nei loro rispettivi campi. Huntington non si è fatto sopraffare dalla frenesia del publish or perish che contraddistingue la comunità accademica americana, ma ha preferito portare avanti le sue ricerche con grande passione, arrivando a stabilire alcuni punti fondamentali della disciplina.

Alcuni dei suoi lavori hanno condiviso una sorte analoga: inizialmente accolti con grande scetticismo, se non addirittura con ostilità dal resto della comunità scientifica, si sono poi rivelati dei testi di riferimento dei loro rispettivi campi di interesse, dimostrando la genialità e acutezza del loro autore.

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La politica estera americana nel dopo-Bush

di Mauro Gilli

L’amministrazione guidata da George Bush verrà ricordata per la sua politica estera, e per la diffusa e feroce opposizione che ha riscontrato nell’opinione pubblica americana e in quella internazionale. Per questo motivo, sorge spontaneo chiedersi quali saranno i principi guida in questo campo del suo successore.

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