Archive for the 'Mauro Gilli' Category
February 6th, 2008 by editor
di Mauro Gilli
Lo scoppio del fenomeno del terrorismo suicida a livello internazionale da una parte, e la contemporanea crescita delle comunità musulmane immigrate in molti Paesi europei dall’altra hanno suscitato particolare interesse verso l’Islam. Una delle conseguenze di questa attenzione è che alla religione islamica sono è stata attribuita la responsabilità per molti dei problemi che affliggono i musulmani e le loro relazioni con il mondo esterno. La difficoltà degli immigrati musulmani ad integrarsi nelle società in cui si trasferiscono; l’adozione di metodi violenti come la pratica del terrorismo suicida; fino alla vera e propria situazione politica, sociale ed economica di molti Paesi Musulmani, secondo molti analisti e studiosi, sarebbero infatti direttamente riconducibili agli insegnamenti del Corano.
In una serie di articoli, di cui questo è il primo, si vuole affrontare e analizzare il ruolo dell’Islam nel mondo di oggi, di ieri e anche di domani. Il nostro obiettivo è quello di insinuare dei dubbi rispetto alle molte certezze che spesso vengono espresse, e che sembrano essersi affermate, almeno in alcuni segmenti dell’opinione pubblica. Questo primo articolo affronterà il tema delle condizioni politiche, sociali ed economiche dei Paesi musulmani e cercherà di capire “cosa è andato storto” nel loro processo di modernizzazione. Nei prossimi articoli ci occuperemo del rapporto che la religione islamica ha con la democrazia e con la guerra. Più precisamente, tenteremo di capire se l’Islam è incompatibile con la democrazia e se, allo stesso tempo, essa è davvero, come molti sostengono, una religione “sanguinaria”.
Continue reading ‘E’ tutta colpa dell’Islam? 1/4′
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November 29th, 2007 by editor
di Andrea Gilli e Mauro Gilli
Gli Stati Uniti stanno tentando per l’ennesima volta di risolvere il conflitto israelo-palestinese. In passato ci avevano già provato Carter e Clinton. Entrambi hanno fallito. Il Presidente Bush gioca ora la sua unica carta, sperando così di regalare alla storia un motivo per cui rimpiangerlo. A nostro modo di vedere, il summit di Annapolis non sarà in grado di portare ad alcun risultato significativo né nel breve né nel lungo periodo. La pace tra israeliani e palestinesi dovrà ancora attendere.
Continue reading ‘Il fallimento di Annapolis’
November 19th, 2007 by editor
di Mauro Gilli
La terza commissione delle Nazioni Unite ha votato l’approvazione della moratoria della pena di morte. Questa decisione, salutata da molti come un evento storico, può essere considerata solo per un aspetto, la sua totale irrilevanza. L’impegno dei molti attivisti e uomini politici che hanno lavorato per raggiungere questo obiettivo è certamente encomiabile. Il loro sforzo, però, non servirà a far abolire la pena di morte. Continue reading ‘L’illusione della moratoria della pena di morte’
October 24th, 2007 by editor
di Mauro Gilli
Delle molte interpretazioni sulle origini della Guerra Fredda, quella di Louis Halle nel suo The Cold War as History merita certamente attentione. Secondo Halle, la geopolitica - e non lo scontro ideologico - rappresenterebbe la causa originaria della tensione che ha connaturato i rapporti tra Unione Sovietica e Stati Uniti per i 44 anni successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale. A 18 anni dal crollo del Muro di Berlino e a 16 dalla fine ufficiale della Guerra Fredda, questa interpretazione sembra tornare particolarmente utile.
Continue reading ‘La Russia è tornata: il letargo dell’Orso è finito’
June 27th, 2007 by editor
di Andrea Gilli e Mauro Gilli
L’accordo siglato sabato scorso sul futuro dell’Europa e’ parso, a molti, un nuovo rilancio al ribasso. Emma Bonino ha senzentiato il ritorno all’era degli “egoismi nazionali”, dove lo slancio ideale si sarebbe esaurito; Romano Prodi ha visto lo spirito europeista svanire; e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha parlato addirittura di “meschini ripiegamenti” riferendosi all’atteggiamento di alcuni Stati (la Polonia). In realta’, se si guarda alla realta’, quanto e’ accaduto non stupisce affatto e non rappresenta nulla di nuovo.
Continue reading ‘La fine dell’Europa’
April 23rd, 2007 by editor
di Mauro Gilli
L’11 gennaio, su Epistemes, scrivevo:
La nuova strategia per l’Iraq presentata dal Presidente americano George Bush (volta a “rimediare” agli errori passati e garantire cosi’ la “vittoria”) offre pochi motivi di speranza. Le probabilita’ che le sorti del Paese mediorientale possano essere cambiate da 21.500 soldati aggiuntivi sono poche.
In quell’articolo elaboravo un considerazione tanto ovvia quanto semplice: la guerra civile irachena non puo’ essere fermata mandando piu’ soldati.
Continue reading ‘Mixed results’
April 3rd, 2007 by editor
di Mauro Gilli e Daniele G. Sfregola
Nel suo interessante articolo apparso su L’Occidentale del 26 marzo, Marco Respinti ha messo in evidenza la debolezza del giornalismo italiano, che a suo modo di vedere si limiterebbe a riportare le analisi pubblicate da altre testate straniere, introducendovi a corollario l’immancabile dose di ideologia nostrana. Tuttavia, parlando di politica estera americana, Respinti si è adoperato in una serie di semplificazioni e inesattezze che a nostro modo di vedere richiedono importanti precisazioni.
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January 26th, 2007 by editor
di Mauro Gilli
Il Consiglio dei Ministri di ieri ha approvato la proposta di sanzionare chi neghi “in tutto o in parte, l’esistenza di genocidi e di crimini contro l’umanità per i quali vi sia stata una sentenza definitiva di condanna dell’autorità giudiziaria italiana o internazionale.” Con questa decisione, il Governo ha compiuto un grave errore.
Continue reading ‘Il negazionismo va combattuto, ma non con le leggi’
January 11th, 2007 by editor
di Mauro Gilli
La nuova strategia per l’Iraq presentata dal Presidente americano George Bush (volta a “rimediare” agli errori passati e garantire così la “vittoria”) offre pochi motivi di speranza. Le probabilità che le sorti del Paese mediorientale possano essere cambiate da 21.500 soldati aggiuntivi sono poche. Il loro contributo, infatti, per quanto importante, non potrà essere rilevante (rispetto ai 140.000 attualmente dislocati si tratterebbe di incremento del 15%). Per questo motivo, la strategia formulata ieri sera dal presidente Bush non sembra rappresentare nulla di nuovo, nè tanto meno tracciare il percorso per la vittoria.
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December 12th, 2006 by editor
di Mauro Gilli
La guerra in Iraq ha avuto un importante effetto collaterale sul dibattito politico: ha regalato nuova attenzione alla disputa sulla presunta natura pacifica dei paesi democratici, anche nota come teoria della pace democratica. Questo dibattito ha attirato molta attenzione, anche in Italia dove, però, è stato affrontato in maniera semplicistica, per non dire ideologica, disquisendo spesso sulla forma (la democrazia può essere esportata?) e non sulla sostanza (le democrazie sono davvero pacifiche?). In pochi, infatti, sembrano essersi chiesti se davvero la promozione della democrazia possa garantire un futuro senza guerre, come sostengono i fautori della democratizzazione del Medio Oriente.
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