Archive for April, 2007

Contribuenti consapevoli

di Mario Seminerio

Dice un vecchio adagio che un’immagine vale più di mille parole. Prima di sottoporvi l’immagine in questione, ci corre l’obbligo di scrivere alcune parole (assai meno di mille, fortunatamente) a titolo di legenda. Nell’ottobre 2001, a poche settimane dall’attacco al cuore dell’Occidente, l’aviazione civile di tutto il pianeta appariva in ginocchio. Le quotazioni azionarie di tutti i vettori erano intrappolate in una spirale ribassista senza fine. Ma quella spirale, inopinatamente, si interruppe. Iniziò una lenta ma sicura risalita, che acquisì velocità (assieme ai mercati azionari mondiali), con l’inizio delle operazioni militari in Iraq, nel marzo 2003 e, successivamente, con la forte crescita dell’economia globale. Di tutto rilievo è anche il fatto che il settore delle linee aeree, nel corso di questi anni, è riuscito a recuperare profittabilità pur in presenza di un altro forte shock, quello dell’impennata dei prezzi del greggio, che dal gennaio 2002 ad oggi ha portato le quotazioni del barile da circa 20 dollari agli attuali 65, passando per il picco di 78 dollari della fase immediatamente successiva all’uragano Katrina. Tutto ciò premesso, osservate ora il grafico qui sotto (cliccare sull’immagine per ingrandirla):

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Mixed results

di Mauro Gilli

L’11 gennaio, su Epistemes, scrivevo:

La nuova strategia per l’Iraq presentata dal Presidente americano George Bush (volta a “rimediare” agli errori passati e garantire cosi’ la “vittoria”) offre pochi motivi di speranza. Le probabilita’ che le sorti del Paese mediorientale possano essere cambiate da 21.500 soldati aggiuntivi sono poche.

In quell’articolo elaboravo un considerazione tanto ovvia quanto semplice: la guerra civile irachena non puo’ essere fermata mandando piu’ soldati.

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L’Italia, la pena di morte e il nostro ruolo internazionale

di Andrea Gilli

La recente iniziativa italiana di presentare sia al prossimo consiglio degli affari generali Ue che in sede Onu una proposta di abolizione, nel primo caso, e di moratoria, nel secondo, della pena di morte richiede una seria riflessione tanto sulla proposta in sè, quanto sulle sue possibilità di successo e quindi su come essa si collochi all’interno della politica estera italiana.

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Il nodo dei salari e la produttività che cala

di Pierangelo De Pace 

In un recente rapporto Eurispes riferito al periodo 2000-2005 si scopre che il livello dei salari reali in Italia, e cioè espressi in termini di potere d’acquisto, è tra i più bassi in Europa. In particolare si viene a sapere che la crescita reale dei salari può definirsi addirittura negativa (a seconda delle misure utilizzate), a conferma della percezione degli ultimi anni che le dinamiche di crescita salariale non siano riuscite a tenere il passo con la crescita dei prezzi.

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In economia spuntano i Potenti-pentiti

di Mario Seminerio 

Da qualche tempo, in Italia, si sta affermando una nuova figura pubblica: il potente-censore, o se preferite il potente-pentito. Il potente-censore è di solito una figura posta ai vertici del nostro sistema di potere, da tempo immemore ha pieno accesso alla stanza dei bottoni. E’ stato quindi corresponsabile dell’assunzione di alcune decisioni che hanno negativamente influito sul sistema-paese ma oggi, improvvisamente pentito, le denuncia con sdegno, candidandosi a gestire la “ricostruzione morale” e quella, assai più materiale, del sistema che hanno contribuito ad affondare.

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L’economia cresce grazie alla Germania

di Mario Seminerio 

Da qualche tempo gli indicatori economici italiani non sono più così brillanti. Dapprima il dato di gennaio sulla produzione industriale, pubblicato lo scorso 12 marzo, con una flessione mensile dell’1.4 per cento, peggiore delle attese, e la revisione al ribasso dell’incremento di dicembre, da 2 a 1.4 per cento. Poi la forte contrazione degli ordinativi industriali, sempre di gennaio, pari al 2.1 per cento mensile, contro attese per una flessione contenuta nello 0.5 per cento, e anche qui con il ridimensionamento del dato di dicembre, da più 0.7 ad uno striminzito più 0.3 per cento. La settimana scorsa, il dato della survey sulle vendite al dettaglio di Eurolandia in marzo, con il nostro paese fanalino di coda e addirittura con livelli di attività in contrazione pur con lo stimolo di maggiori sconti, a sacrificio dei margini lordi. E’ di oggi, inoltre, la stima dell’indice dei direttori acquisti nelle imprese europee di servizi, che conferma da un lato la prosecuzione della forte espansione di Eurolandia, guidata da quella Germania che ha profondamente ristrutturato il proprio sistema paese, ma che al contempo conferma il rallentamento italiano anche nel settore che da solo genera circa i due terzi del prodotto interno lordo.

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C’è ancora molto da imparare dai veri realisti alla Kissinger

di Mauro Gilli e Daniele G. Sfregola

Nel suo interessante articolo apparso su L’Occidentale del 26 marzo, Marco Respinti ha messo in evidenza la debolezza del giornalismo italiano, che a suo modo di vedere si limiterebbe a riportare le analisi pubblicate da altre testate straniere, introducendovi a corollario l’immancabile dose di ideologia nostrana. Tuttavia, parlando di politica estera americana, Respinti si è adoperato in una serie di semplificazioni e inesattezze che a nostro modo di vedere richiedono importanti precisazioni.

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AFFARI ESTERI n. 154 (2007) - La Corea del Nord e il nucleare

di Daniele G. Sfregola

Affari EsteriLa Corea del Nord e il nucleare è il titolo del saggio di Daniele G. Sfregola pubblicato sul numero di Aprile-Primavera di Affari Esteri, la prestigiosa rivista trimestrale di politica internazionale promossa dal Ministero degli Affari Esteri ed edita dall’Associazione Italiana per gli Studi di Politica Estera (AISPE). Ripercorrendo criticamente le tappe che hanno segnato l’evoluzione storica della crisi nucleare che coinvolge Pyongyang e Washington, lo studio concerne la descrizione dello scenario regionale attuale, i protagonisti, le politiche dei singoli Stati e le caratteristiche politico-strutturali dell’area dell’Asia nordorientale, non mancando di approfondire l’azione dell’ultimo decennio e le recenti iniziative della diplomazia italiana in relazione alla controversia in esame.

Come utilizzare l’extra gettito fiscale

di Pierangelo De Pace 

I dati forniti dal Governo nell’ultima Relazione Unificata sull’Economia e la Finanza Pubblica confermano una tendenza già nota da qualche mese nonostante i catastrofismi della prima ora e risalenti all’anno passato, allorchè, preparando il turnover alle redini del Paese, la coalizione vincitrice delle ultime elezioni politiche - come è ormai rito e consuetudine dalle nostre parti - paventò l’esistenza di bilanci statali disastrati, eredità pesante (manco a dirlo) dell’amministrazione precedente. La realtà e che, nonostante i gravi problemi di bilancio dovuti ad un debito pubblico elevato (il terzo al mondo per dimensioni relative) e all’impossibilità politica di realizzare riduzioni significative e permanenti nei livelli di spesa corrente, i conti pubblici italiani sono da qualche tempo in miglioramento.

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