La Russia e l’era multipolare

di Andrea Gilli

Sempre a supporto della nostra tesi per cui il mondo starebbe osservando un declino relativo degli Stati Uniti e dell’Occidente più in generale arriva la notizia del rafforzamento della “NATO” russa.

Mosca, in altri termini, starebbe convincendo con le buone (cooperazione) o con le cattive (coercizione) le Repubbliche centrasiatiche ad entrare in questa organizzazione CSTO che, nella sostanza, vorrebbe essere una brutta copia della NATO.

Il dato è rilevante perché dimostra, da un lato, come Mosca possa permettersi queste iniziative e agire tutto sommato indisturbata. E dall’altra, come ottenga anche un discreto successo.

Gli interrogativi sono molteplici. In primo luogo, bisogna chiedersi se con la ricerca esasperata della sicurezza energetica europea attraverso l’Asia centrale (per evitare la dipendenza Russa) non abbiamo proprio portato Mosca a concentrarsi su questa zona.

In secondo luogo, con la Russia che riesce a rientrare così d’impatto in Asia centrale, bisogna chiedersi quanto oculata sia la nostra strategia in Afghanistan. Ha senso che la Russia non vi partecipi?

Infine, se è vero che Mosca si può permettere queste initiave in virtù della sua ritrovata forza relativa, non è assurdo chiedersi se la strategia americana, spesso contraddittoria e a breve raggio durante l’era Obama, non abbia anche incentivato Mosca all’azione.

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