Archive for the 'Senza Categoria' Category

Il realismo classico – Capire le Relazioni Internazionali/3

di Mauro Gilli

In un precedente articolo ho illustrato molto brevemente quali sono le origini del realismo: i contributi chiave che hanno creato le fondamenta della scuola realista in relazioni internazionali, e più recentemente delle teorie realiste. In questo articolo voglio brevemente riassumere quello che è il “Realismo Classico”, ovvero quella corrente di pensiero sviluppatasi prevalentemente dopo la fine della prima guerra mondiale in risposta al diffondersi dell’applicazione dell’approccio liberale nella conduzione della politica estera.

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Perché il terrorismo continua a colpire l’America, che continua a colpire il terrorismo

di Andrea Gilli

Con la fine della presidenza Bush si era diffusa, tanto in Europa che in America, la speranza che l’America fosse diventata più sicura. Tanti, vedendo nell’arroganza (presunta o reale) degli otto anni di George Bush la causa dell’odio contro gli Stati Uniti, si erano così illusi che il mondo fosse diventato di colpo più sereno e pacifico. Non solo la recrudescenza degli attacchi in Afghanistan, ma anche la diffusione della minaccia terrorista in Yemen, dimostra quanto quelle speranze fossero vane, e malposte.

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La serietà che manca al Ministro della Difesa

di Mauro Gilli

Non c’è bisogno di commentare i seguenti estratti di giornale, uno da Tutto Sport e uno dalla sezione sportiva di Republica:

In Italia tutto è normale“, risponde con un diplomatico sorriso a chi gli chiede conto anche delle frasi di Ignazio La Russa, che si iscrive alla schiera dei critici, intervenendo sulle sue scelte. Ed in particolare su quella di lasciar fuori Cassano, una mancata convocazione che per il ministro della difesa “grida vendetta.

Non capisco le scelte di Lippi. Non convocherà Cassano per i Mondiali, ma è una cosa che grida vendetta”. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, tifoso interista, discute le scelte azzurre di Marcello Lippi in un’intervista a Dahlia Sport. “Amauri che di italiano non ha nulla, sì, Thiago Motta no, Zarate neanche. A me – prosegue La Russa – sembra che più oriundi a Lippi i giocatori piacciano juventini. Questo sta allontanando i giovani dalla squadra nazionale. Lippi, che pure è uno dei migliori tecnici, e con il quale ho un ottimo rapporto personale, deve riflettere, perchè immagina di essere non il selezionatore, ma quello che può decidere tutto sulla nazionale, anche in base a motivi di simpatia. Ad esempio non portò Panucci ai mondiali, bensì uno che fece l’autogol; per poco non ci escludevano”. Poi su Cassano il ministro spiega: “Cassano? Non lo convocherà, lo metto per iscritto, ma è una cosa che grida vendetta. Amauri sì, Cassano no. Perchè? Non c’è più una logica: forse è più logico che non convochi nemmeno Balotelli, perchè è stato discusso anche dal suo allenatore. Comunque fosse per me convocherei anche Balotelli, lo coccolerei perchè è come i tifosi della curva.  Balotelli non è titolare fisso è giovane, bene non lo metti; ma come mai non convochi Cassano?.

Molti, in italia si lanciano spesso in paragoni improbabili con gli Stati Uniti, un paese che secondo chi scrive ha tanti pregi ma anche tanti difetti. Tra i pregi, ne spicca uno in particolare: la serietà di chi ricopre cariche di governo. Il Segretario alla Difesa non si sognerebbe mai di rilasciare delle interviste sulle scelte di un allenatore di basket o football. Specialmente in un momento in cui sono in corso operazioni militari difficili e pericolose.

Non ci sono parole per commentare quanto sia pietosa questa faccenda. Mentre i nostri soldati sono impegnati in missione  la cui natura e il cui scopo appaiono sempre più dubbi, risulta davvero desolante notare che il Ministro alla Difesa mostri una totale mancanza di stile, sensibilità e serietà.

Sull’inutilità delle organizzazioni internazionali/2

di Andrea Gilli

Ieri c’è stato un nuovo terremoto nel Pacifico. Questo ha causato uno Tsunami. Ovviamente l’early warning non è venuto da un’organizzazione internazionale preposta (o supposta) a questo compito. E’ arrivato da un ente nazionale. Avevamo già detto tutto un mese fa.

Morale della storia: le organizzazioni internazionali sono burocrazie. Le burocrazie hanno un solo interesse: espandere le loro competenze così da aumentare il loro potere e le loro risorse. Vedere nell’ONU e nelle altre organizzazioni internazionali enti illuminati devoti al bene comune è più ridicolo che ingenuo.

Novità al sistema dei commenti di Epistemes

Cari lettori,

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Le possibilità di uno Stato mondiale – Parte II

di Andrea Gilli

L’idea di una struttura sovrana internazionale, sia esso uno Stato mondiale, un’organizzazione federale globale, o un impero universale, ha un lungo passato che data almeno dal 1300 con la formulazione iniziale di Dante, ma che può essere rintracciata anche nei secoli e millenni precedenti, anche al di là della filosofia occidentale.

A dispetto di questo glorioso passato intellettuale, quest’idea si scontra con una deludente applicazione pratica. In questo articolo, proviamo brevemente a capirne le ragioni.

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Le possibilità di uno Stato mondiale – Parte I

di Andrea Gilli

Con la nuova enciclica papale Caritas in Veritate, Benedetto XVI ha suggerito di trovare una soluzione ai vari problemi che affliggono attualmente l’umanità in un’Autorità politica mondiale. Lo Stato mondiale. Di questo progetto si è parlato per secoli. L’idea era particolarmente in auge fino a qualche anno fa, ed è poi temporaneamente scomparsa. Ora sembra risorta con la sopracitata enciclica. In questo articolo proviamo a tracciare una breve e non completa storia intellettuale del concetto di stato mondiale e poi, in un secondo, a stabilirne le effettive possibilità di realizzazione.

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Ronde: l’outsourcing del monopolio della forza legittima

di Andrea Gilli

Con il decreto sicurezza approvato la scorsa settimana, è stata approvata, inter alia, la formazione delle cosiddette ronde: gruppi di cittadini volontari eventualmente sussidiati dai governi locali (o dalla protezione civile) che avranno il diritto e il compito di pattugliare le nostre città per prevenire il crimine, nelle sue diverse manifestazioni (dagli stupri ai borseggi, dalle violenze al vandalismo). La valutazione di questa soluzione proposta al problema della sicurezza richiede numerosi piani di analisi.

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C’è una soluzione all’immigrazione?

di Andrea Gilli

Nelle ultime settimane, l’Italia è stata investita da una nuova ondata di immigrazione clandestina. Per la prima volta, il Governo è però riuscito a respingere queste precarie imbarcazioni che attraversano il Mediterraneo sistemando in Libia chi cercava un futuro migliore in Italia.

L’attenzione si è subito rivolta a questa nuova pratica dei respingimenti: confondendo non di rado legittimità, legalità, moralità e opportunità, il dibattito pubblico si è concentrato sulla scelta di operare questi respingimenti.

Non essendoci una reale alternativa, i commentatori più attenti hanno sottolineato come il Governo vada al massimo criticato per una ragione terza: non favorire lo sviluppo in Africa. L’unica reale soluzione alle migrazioni che ci stanno investendo.

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Lo stato delle forze armate italiane

di Andrea Gilli

Sul Corriere della Sera di domenica è apparso un articolo che descrive la desolante, ancorchè non sconosciuta, situazione delle nostre Forze Armate. La fotografia è inquietante: mancano i fondi per riparare nuovi mezzi e per comprarne di nuovi. Essendo impegnati in missioni internazionali che vanno dall’Afghanistan al Libano, i nostri mezzi sono ovviamente soggetti ad un’usura maggiore, mancando però i fondi per ripararli, le nostre truppe si trovano di fronte ad una situazione drammatica, che mette a rischio non solo la loro operatività ma anche la loro sicurezza.

Che la Difesa soffra di carenza di risorse è noto. Ciò che è meno noto sono le cause di questa situazione. Per curare il malato, è necessario conoscere la malattia. Questo è l’obiettivo del presente articolo.

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