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Lo stato-nazione non è condannato all’inerzia – Il Foglio

di Andrea Gilli e Mauro Gilli

A leggere i giornali italiani degli ultimi giorni, sembra che, per affrontare crisi e minacce attuali, i paesi del Vecchio continente non abbiano oramai altre opzioni se non maggiore integrazione europea. Sulla Stampa Roberto Toscano scrive infatti che “non si può far fronte con una risposta su base nazionale”. Analogamente, Eugenio Scalfari, su Repubblica, parte dagli attentati di venerdì scorso in Francia e Tunisia per ammonire le classi dirigenti europee: senza una vera federazione, a suo dire, l’Europa rischia di fare la fine di Amleto. Angelo Panebianco, sul Corriere della Sera, è andato addirittura oltre: l’Europa non sarebbe comunque sufficiente, per questo il politologo di Bologna si augura che gli Stati Uniti tornino a proteggere l’Europa, come fecero Wilson e Roosevelt nel secolo passato.

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[ps: l’articolo erroneamente ci definisce, rispettivamente, professore a Metropolitan University Prague e a Northwestern. Andrea Gilli è un post-doctoral fellow. Mauro Gilli è PhD candidate. Ci scusiamo per l’inconveniente.]

Di Mario Seminerio

Nato a Milano. Laureato all'Università Bocconi. Ha venticinque di esperienza presso istituzioni finanziarie italiane ed internazionali, dove ha ricoperto ruoli di portfolio manager, analista macroeconomico e portfolio advisor. Attualmente responsabile investimenti di un'importante corporate italiana. Giornalista pubblicista, collabora o ha collaborato con Il Foglio, Il Fatto Quotidiano, il Tempo, Linkiesta.it. A ottobre 2012 ha pubblicato il libro "La cura letale" (Rcs-BUR), sulla crisi di debito sovrano in Eurozona ed il futuro dell'Italia. Ogni sabato dalle 8 alle 10 conduce, con Oscar Giannino, Carlo Alberto Carnevale Maffè e Renato Cifarelli, la trasmissione "Le Belve", su Radio Capital.