L’Inghilterra e il Trident

di Andrea Gilli

La crisi finanziaria sta causando dei drammatici tagli ai bilanci della difesa Europei. L’Italia fa in parte eccezione, per il momento, perché spende già talmente poco che dei tagli sono difficili da fare più che da pensare (ma su questo punto tornerò fra qualche tempo). La Francia ha annunciato una riduzione di 4 miliardi di euro. L’Inghilterra è sulla stessa lunghezza d’onda. L’implicazione diretta, per quest’ultima, è l’abbandono del Trident.

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Il mensile – Settembre 2010

Economia Fischi per fiaschi Se anche Confindustria molla Berlusconi Tea Party da esportazione, che la Reazione cominci Le fregature della tassazione sulle rendite finanziarie Quant’è anti-tremontiano l’ultimo Tremonti La Cassa cristallizza lavoro e imprese, urge ventata liberista Relazioni Internazionali Collaborazione Usa-Russia. Contro l’Iran Contrastare l’egemonia iraniana Vendere armi alla Cina? Il neorealismo (prima parte) – Capire le relazioni internazionali/4 Qualche … Leggi tutto

Fischi per fiaschi

Non è l’instabilità politica ma il non-governo a pesare sugli spread del debito

di Mario Seminerio – Libertiamo

Gli investitori starebbero facendo salire i costi di finanziamento del debito italiano, con i premi di rendimento vicini al record a causa dell’instabilità del governo Berlusconi. A scriverlo è l’agenzia Bloomberg, in un articolo che prende in esame la minaccia di elezioni anticipate e la possibilità che questa intacchi la fiducia dei mercati per l’affidabilità dell’Italia come debitore.

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Collaborazione Usa-Russia. Contro l’Iran

di Andrea Gilli

L’ho scritto dall’inizio dell’era Obama: gli Stati Uniti avrebbero cercato maggiore cooperazione con la Russia in cambio di un atteggiamento più intransigente di Mosca sull’Iran.

Un primo risultato in questa direzione sembra essere stato raggiunto.

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Contrastare l’egemonia iraniana

di Andrea Gilli

Facciamo brevemente il punto della situazione. Gli Stati Uniti hanno in parte lasciato l’Iraq. L’Iraq è e rimarrà un Paese nel caos. L’Iran sta ampliando i suoi orizzonti geopolitici, cosa che non piace né agli USA né ai Paesi arabi. Quale può essere il risultato di questo risiko? Molti sventolano da tempo la bandiera dell’attacco preventivo israeliano contro i siti nucleari iraniani. In realtà, stiamo assistendo ad altro.

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Se anche Confindustria molla Berlusconi

di Mario Seminerio – Liberal Quotidiano

Il rapporto autunnale sullo stato della congiuntura, redatto dal Centro Studi Confindustria (CSC), conferma quanto già previsto nelle ultime settimane dai modelli macroeconomici di un po’ tutte le organizzazioni internazionali: la congiuntura dei paesi sviluppati sembra nuovamente perdere slancio. Si discute circa il fatto che si tratti di una semplice decelerazione, del tutto fisiologica dopo la prima parte di una ripresa, oppure di una ricaduta in condizioni recessive, che si sostanziano (giova ricordarlo) non tanto in una contrazione del Pil quanto in un suo tasso di crescita inferiore al potenziale, che mette pressione al rialzo al tasso di disoccupazione. Come in effetti prevede il centro studi di Viale Dell’Astronomia, che ipotizza una risalita a fine 2011 al livello del 9,3 per cento.

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