Bot per finanziare il debito? Contro la crisi serve anche fantasia

di Mario Seminerio – Linkiesta 

Bot e titoli a brevissimo termine dell’Eurozona sono andati esauriti. Tutto merito dell’iniezione di liquidità (e fiducia) della Bce fatta alle banche, che hanno scelto i titoli sovrani. E allora, dopo questo successo, sorge un’idea: perché non rifinanziare in Bot tutto (o quasi tutto) il debito sovrano in scadenza? Già, perché?

Oggi giornata trionfale per le aste dei Bot dell’Eurozona. Rendimenti prossimi allo zero, le tesorerie bancarie colpiscono ancora. A questo punto, la domanda sorge spontanea: abbiamo forse trovato l’uscita di sicurezza?

Oggi sono stati collocati titoli a breve e brevissimo termine, l’equivalente dei nostri Bot, in alcuni paesi europei: da quelli che fanno parte di quella che fu l'”area del marco” (Olanda), a quelli di paesi che continuano ad essere indecisi tra finire con una esplosione o con un sospiro (Belgio), per finire con quelli che “vorrei ma non posso”, quelli che voglion fare i teutonici ma sono latini (Francia). Le cose sono andate benissimo, per tutti: la Francia ha collocato il 3, 6 e 12 mesi rispettivamente a 0,023%, 0,074% e 0,136%. Il Belgio ha collocato il Bot a 105 giorni ad un rendimento dello 0,264%, e quello a 161 giorni a 0,364%. Siamo ai minimi degli ultimi 18 mesi. Medaglia d’oro all’Olanda, che ha collocato carta a 85 giorni al rendimento di zero, e quella a 357 giorni allo 0,05%.

Si conferma quindi che la mega iniezione di liquidità della Bce sta venendo utilizzata dalle tesorerie bancarie anche per sottoscrivere debito sovrano a brevissimo termine. Come già segnalato, questo debito implica minore rischio di minusvalenze, vista la duration molto ridotta, e rischio di credito pressoché nullo, oltre ad uno stigma pressoché nullo, a differenza dell’investimento in titoli di stato a medio e lungo termine. Niente incagli, titoli che svaniscono come neve al sole dopo pochi mesi, senza bisogno di liquidazioni forzate su mercati che non assorbono.

A questo punto, la domanda sorge spontanea: non si potrebbe rifinanziare in Bot tutto o quasi tutto il debito sovrano in scadenza, visto che il suo costo è così contenuto? In un universo normale la risposta sarebbe una grassa risata. Esiste una cosa, chiamata rollover risk che postula che, al ridursi della vita media dello stock del debito, il rischio che i creditori alzino il sopracciglio ad ogni notizia negativa sul debitore (e fuggano nei casi più estremi) aumenti in modo esponenziale. Certo, ma questo accade in un universo normale. E cosa accadrebbe, invece, in un universo in cui la Banca centrale europea si inventasse delle aste di liquidità a tasso quasi nullo e per durata pluriennale, e magari promettesse di proseguire su questa strada a tempo indeterminato? Accadrebbe che i debitori sovrani potrebbero emettere moltissimo debito a tassi prossimi allo zero, ed il mercato chiuderebbe (forse) entrambi gli occhi sul gigantesco rollover risk così costruito. In attesa che, in un modo o nell’altro, la situazione si normalizzi e “passi la nottata” di una recessione destinata a picchiare molto duro, e a risolversi con molti anni di vacche magre.

Fantafinanza? Forse, ma viviamo in un’epoca in cui la creatività dei banchieri centrali è risorsa più preziosa che mai. La Bce eviterebbe di violare i trattati, finanziando i sovrani e questi ultimi, attraverso il canale bancario, riuscirebbero a restare solvibili, riducendo l’onere del nuovo debito. Se sembra troppo bello (e maledettamente azzardato) per essere vero, è perché è proprio così. Ma al punto in cui siamo, fantasticare di porre fine a questo incubo infinito non dovrebbe essere vietato.

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