L’inverno, dopo l’autunno: la primavera araba?

2 pensieri su “L’inverno, dopo l’autunno: la primavera araba?”

  1. Se anche in Egitto nel determinare le rivolte inziali hanno contato le pessime condizioni economiche delle masse, la corruzione e l’assenza di speranza che le masse pativno, chiunque governi si troverà di fronte al medesimo problema ma senza risorse neppure naturali per potersi permettere di non aprirsi ai mercati. Nel caso questo fosse vero, potrebbe essere un argine al fondamentalismo?

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  2. Il pessimismo ovviamente ci deve essere perchè sappiamo bene che la democratizzazione è un processo molto lungo e non si diventa un paese democratico dall’oggi al domani. Detto questo qual’è il problema dei fratelli musulmani? Potrà mai essere peggiore un loro governo di trent’anni di Mubarak? E poi di che fondamentalismo stiamo parlando? Fondamentalismo islamico mi sembra diventato quasi sinonimo di terrorismo..eppure i più fondamentalisti e letteralisti nel mondo arabo sono proprio i sauditi e gli stati del golfo (e non mi pare che siano così instabili politicamente o arretrati economicamente ). L’egitto ha avuto liberalismo (falso liberalismo…capitalismo di stato e d’élite), ma senza democrazia. Una forma di democrazia deve per forza nascere in seno all’islam. Secondo me le cose sono più complesse di quanto dice l’articolo. L’islamismo non è di per sé un pericolo. L’Egitto non è l’Iran.

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