Non-lethal weapons e manifestazioni di piazza

2 pensieri su “Non-lethal weapons e manifestazioni di piazza”

  1. Il fatto che siano non letali è positivo, ma non è necessariamente sufficiente, se sono attrezzi di tortura ovvero hanno effetti comparabili.
    Senza contare che, si è osservato come tali strumenti generino un senso di sicurezza nelle forze delle ordine che le porta ad un uso eccessivo di tali mezzi (mi riferisco ai taser ed agli spray anti-aggressione).
    Esiste anche la questione di addestramento delle forze dell’ordine: molti di questi sistemi sono non-letali solo se non sono puntati in determinate zone del corpo, o utilizzate per un periodo di tempo non eccessivo, o contro persone che non soffrono di determinate patologie.

    Se fosse necessario l’uso di sistemi non letale penso sarebbe preferibile a mio parere, vista la relative facilità d’impiego, l’uso di pallini di gomma, od addirittura pallini che rilascino vernice all’impatto, in modo da favorire l’identificazione.

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    1. I pallini che rilasciano vernice esistono già, si chiamano “paintball” e sono anche abbastanza comuni fra appassionati che li usano per giocare alla guerra. Basterebbe mettere a punto una qualità particolare di vernice che sia praticamente indelebile (idealmente dovrebbe macchiare la pelle degli intemperanti e non solo i vestiti) ed addizionata con una sostanza che sia unicamente presente nei pallini distribuiti alle forze dell’ordine, o magari due o tre sostanze diverse da distribuire a differenti gruppi di poliziotti. Una macchina fotografica innestata sul fucile lanciapallini che scatti al momento dello “sparo” ne incrementerebbe ancora l’efficacia.

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