L’Unità d’Italia, il Risorgimento e il patriottismo italiano

8 pensieri su “L’Unità d’Italia, il Risorgimento e il patriottismo italiano”

  1. Mauro, prendersela con uno come Rondolino e’ come sparare sulla croce rossa ma, in questo caso, riesci a spararti sui piedi. Siccome ho scoperto questo articolo attraverso la tua presentazione del medesimo su FB in cui lo dedichi a tutti noi “ciarlatani” anti-italiani, mi permetto di usare toni simili, che mi vengono per altro facili assai.

    Se tu avessi applicato la tua stessa ricetta, ossia “Questi processi, però, vanno guardati in prospettiva, contestualizzati, e comparati con quanto accaduto negli altri paesi” alla VERA storia d’Italia post 1750 (non a quella immaginaria che ti insegnarono al liceo su programma gentiliano ed alla quale sembri ancora credere!) allora, forse, saresti riuscito a capire che il nazionalismo italiano ha natura profondamente diversa da quello inglese, francese, spagnolo e tedesco. Infatti, assomiglia molto a quello belga e come quello belga ha dato i risultati che ha dato. Ma la storia, evidentemente, non e’ il tuo forte, come non lo e’ l’applicazione coerente dei tuoi stessi precetti metodologici.

    In particolare, c’e’ una semplice e banale domanda alla quale tutte queste chiacchere (non da bar, ma da caffetteria di liceo) non rispondono. La domanda si basa su un fatto:

    – com’e’ spieghi che se chiedi a 1000 francesi se si sentono anzitutto francesi, piuttosto che marsigliesi, parigini o baschi, 970 ti rispondono che sono anzitutto francesi MENTRE, se fai la stessa domanda in Italia sono, quando va bene, 500 o meno quelli che ti rispondono in modo simile?

    Finche’ non rispondi a questa domanda in modo anche solo minimamente credibile, queste altro non sono altro che chiacchere copiate dal bignami.

    Ci sono poi altre domande, sempre basate sui fatti, a cui occorre rispondere per capire la differenza fra la realta’ chiamata Italia e quella chiamata Francia, ma gia’ rispondere a questa insegnerebbe svariate cose che, apparentemente, ignori.

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  2. Michele
    io mi riferivo a Rondolino. Mi spiace tu ti sia sentito tirato in causa – no, non ce l’avevo con te anche perchè non sapevo che appartenessi al gruppo degli anti-italiani. Quindi, no reason to take it personally.

    Veniamo al punto: sentirsi “francesi” è esogeno o endogeno al processo di formazione dello stato moderno? Qui sta la questione.

    La tua domanda sorvola questo tema e sembra assumere che essere francesi sia un “dato oggettivo”. Ma la Francia non esisteva nell’anno 500, e non esisteva nell’anno zero, e non esisteva nell’anno 500 avanti cristo e nell’anno 1000 avanti cristo, così come non è esistita per gli ultimi 39.000 dei 40.000 anni di storia umana (i.e., da quando le prime comunità sociali sono emerse).

    Sì, i francesi sì sentono più francesi degli italiani. Ma questo, appunto, è il risultato del processo di formazione dello stato francese… Assumere che i francesi siano sempre esistiti è storicamente sbaglaito. Perchè i francesi sono stati creati. Così come sono stati creati gli italiani. La differenza è che questo processo è iniziato prima in Francia, sotto condizioni più favorevoli.

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  3. Senza che lo si consideri un precedente, per una volta mi trovo d’accordo con Gilli.
    I sentimenti identitari hanno una giustificazione sentimentale del tutto rispettabile (io sono “torinese” perché lì ho le mie radici dirette, perché lì sono nato, perché lì ho vissuto per molto tempo e perché lì risiede la mia famiglia, e voglio che si sappia) ma la loro traslazione all’ambito storico non appare sensata.
    Quando questa avviene contribuisce a creare una narrativa del tutto distorta, usata il più delle volte a fini strettamente politici. Il caso spagnolo, ne parlo perché ci vivo, è emblematico al riguardo. Quando un sentimento di appartenenza individuale diventa fenomeno di massa, il nazionalismo si rivela in tutta la sua fallacia e pericolosità. Il fatto che tradizionalmente il sentirsi “collettivamente” italiano sia meno comune che il sentirsi “collettivamente” francese o catalano dipende da circostanze storiche determinatesi nel tempo, non da un vizio d’origine che altri non presenterebbero.

    Saluti.

    Enzo Reale

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  4. No, no e no. Io sono lombardo e mi sento simile, sotto molteplici aspetti, ai lombardi. man mano che mi allontano dal centro della mia regione inizio a sentire, e non parlo di inflessioni dialettali, qualche piccola differenza con i popoli delle regioni confinanti. Basta con il dire che siamo tutti uguali e che non esistono delle carattesitiche di identità entro le quali uno si riconosce. Io e un napoletano siamo diversi. Non si tratta di definire, secondo quale scala poi, chè è meglio o peggio. Ma siamo diversi. Mi sento molto più “vicino” ai miei simili quando mi trovo in Austria che in Sicilia ! Anche se adoro la Sicilia.

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    1. Tom: non so con chi se la stia prendendo: “Basta con il dire che siamo tutti uguali e che non esistono delle carattesitiche di identità entro le quali uno si riconosce.” Questo dove sarebbe scritto? Giusto per capirsi.

      Ciò detto, le sue percezioni non sono qui in discussione. Che lei si senta lombardo non è molto rilevante. La domanda alla quale lei dovrebbe rispondere è la seguente: questo sentimento di appartenenza – sentirsi lombardi – è un sentimento che possiamo rintracciare per tutto il corso dell’umanità? O almeno, per una parte significativa della storia umana? La risposta è negativa. Solo 1500 anni fa (su 40.000 di storia umana), gli abitandi della regione che oggi chiamiamo Lombardia non si sentivano “lombardi”. Infatti, il nome stesso “Lombardia” deriva dall’invasione longobarda. Spero che questo non sconvolga troppo le sue certezze.

      Alberto: grazie per la correzione.

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  5. Ma che importanza può avere il definire quando si è realizzata una identità lombarda ? Che sia successo 100 o 1000 anni fa non importa. Importa che oggi questo sentirsi simili esiste. Ci sono modelli comportamentali in cui mi riconosco, non ho bisogno di un periodo di “inserimento” per adattarmi ad usi e costumi diversi dai miei. Non riesco invece, per quanto mi sforzi, a trovare nulla che mi porti a dire io lombardo sono prima di tutto italiano.

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    1. Ha importanza perchè era il punto central del mio articolo. Non mi è chiaro il senso del suo commento, se le era sfuggito.

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