Sfatiamo i miti sulla politica estera di Reagan

3 pensieri su “Sfatiamo i miti sulla politica estera di Reagan”

  1. c’e’ un po’ di hindsight bias, ovvero col senno di oggi dire che qualche paese del centroamerica “gone communist” sarebbe stato irrilevante e’ fin troppo facile, cosi’ come valutare l’esito finale dell’URSS. fare la valutazione “as of 1980” credo porterebbe ad esiti un po’ diversi, per gli US di 30 anni fa non fornire all’URSS alleati strategici nel continente americano era un obiettivo primario.

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    1. Granada? Un isolotto con una popolazione simile a quella di Cuneo? Calvin, suvvia siamo seri. Stessa cosa sul Nicaragua. Cuba è ben stata comunista dal 1959, e quali rischi alla sicurezza americana ha portato dopo che la crisi dei missili del 1962 fu risolta? Appunto, nessuno.

      Non ho capito come mai sia troppo facile “valutare l’esito finale dell’URSS”. Mi sono limitato a sottolineare che a Reagan non può essere attribuito il merito di aver fatto finire la Guerra Fredda. Tutto qui. Il tuo riferimento ad una valutazione “as of 1980” non è mi è chiaro.

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  2. Se Cuneo fosse un bastione del comunismo, il sindaco di torino potrebbe chiamarsi Hugo Chavez. è meglio non sottovalutare l’impatto della tolleranza verso paesi di matrice comunista verso le zone vicine… per esempio, difficilmente un cittadino colombiano sottoscriverebbe le conclusioni dell’articolo.

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