Il summit NATO: sperando che i cerotti tengano…

2 pensieri su “Il summit NATO: sperando che i cerotti tengano…”

  1. Dottor Gilli,
    ho molto apprezzato l’articolo ma non ho capito un punto: perchè afferma che la cybersecurity è un tema con portata assolutamente secondaria?

    Oggi gran parte dell’infrastruttura economica e sociale si appoggia su prodotti/processi informatici; addirittura nelle aziende italiane c’è una grande richiesta non soddisfatta di specialisti nella sicurezza IT ed anche la rivista “Theorema” (num 3). Un attacco ad una struttura informatica (o che si basa sull’informatica) è meno invasivo, “rumoroso” e probabilmente meno oneroso economicamente di un un attacco con risorse non informatiche (http://attivissimo.blogspot.com/2010/09/stuxnet-e-un-virus-militare-contro.html).
    Mi può chiarire il Suo pensiero, cortesemente?

    Saluti

    Lessi ad esempio sul blgo del giornalista Paolo Attivissimo che gli israeliani sono riusciti ad inficiare macchinari industriali iraniani tramite virus informatici . Perchè dovrebbe essere un approccio da non valutare attentamente?

    Saluti

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    1. Le minacce cybernetiche mi sembrano simili al terrorismo. Possono fare danni, creare momenti di caos ed eventualmente anche indebolire un Paese. Ma mi sembrano lungi dal poter portare al declino un Paese moderno. La tecnologia informatica procede parallelamente nella domanda e nell’offerta: è equivalente alla cavalleria. E’ davvero difficile che una delle due parti accumuli un vantaggio tale da mettere k.o. l’avversario. E se c’è questa possibilità, è verosimile che il vantaggio sia tutto americano.

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