Don’t tear down this wall – disse Margareth Thatcher

di Andrea Gilli

Ronald Reagan è famoso, tra le altre cose, per aver detto, di fronte alla Porta di Brandeburgo, “Secretary General Gorbachev, if you want peace, open this gate. Tear down this wall“. La frase è oramai negli annali di storia ed è celebrata come uno dei monumenti ideali del XX secolo. Due anni dopo, quel muro sarebbe infatti crollato sotto il peso delle sue stesse contraddizioni e Reagan sarebbe diventato l’icona del crollo dell’URSS.

Ronald Reagan è anche famoso per la sua liason intellettuale con Margareth Thacher, il primo ministro britannico che lo seguì (o guidò – a seconda dei punti di vista) tanto nell’anti-comunismo che nel liberismo economico durante gli anni Ottanta. Margareth Thatcher è a sua volta nota per le sue prese di posizione a favore della pace democratica e dell’Alleanza atlantica.

Non hanno quindi fatto poco scalpore le rilevazioni – stranamente ignorate in Italia – secondo le quali, proprio nei momenti pià drammatici del crollo dell’Unione Sovietica, l’allora Primo Ministro inglese avrebbe personalmente chiesto a Gorbachev di non far cadere il Muro e quindi di non permettere la riunificazione della Germania. Le rilevazioni, a vent’anni dagli eventi, sono particolarmente utili, per permetterci di ricostruire i fatti e soprattutto per vedere l’interpretazione che meglio li spiega.

E ancora una volta, ad uscirne a pezzi, sono le teorie sulla pace democratica, sulla fine della storia, o sull’Europa potenza tranquilla.

La Tatcher pur dicendosi convinta della forza pacificatrice dei commerci e della natura pacifica delle relazioni tra le democrazie, in realtà, temeva una riunificazione tedesca. La Germania era una democrazia. Era nella Comunità Europea. E commerciava con tutto il Continente. Ma la Germania restava la Germania. E una Germania riunita avrebbe implicato il rischio di un nuovo tentativo di unificare l’Europa. L’obiettivo contro il quale la Gran Bretagna ha lottato in tutti gli ultimi 400 anni.

Non abbiamo molto da aggiungere, perchè i fatti dicono già molto da soli. Se fosse stato per Margareth Thatcher, il Muro sarebbe ancora lì. Meglio l’Unione Sovietica, malgrado comunista e autocratica, ad una Germania riunita, benchè capitalista e democratica, e intenta a dominare il processo di integrazione europeo. E’ un piccolo dato, ma dice molto su cosa è la storia, come la si fa, come la si romanza. Il punto è che i suoi meccanismi causali rimangono sempre gli stessi. Gli Stati guardano ai loro interessi, e il loro interesse è sempre rimanere forti vis-à-vis gli altri attori. Una Germania unita avrebbe implicato un indebolimento dell’Inghilterra. Margareth Tatcher lo capì molto bene. Ecco perchè disse, “Secretary General Gorbachev, don’t tear down this wall”.

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