Il nucleare in Italia

Un pensiero su “Il nucleare in Italia”

  1. Interessante ed opportuna riflessione quella di Carlo Stagnaro.
    Domanda: ma perchè non si potrebbe e dovrebbe ripetere l’esempio del “Caso Finlandia” anche in Italia, pur senza eventuali sostegni statali ?

    I grandi consumatori sarebbero certo interessati e disponibili a garantirsi la disponibilità di elettricità a prezzi ragionevoli e contenuti, quanto più possibile in linea con quelli della media EU.

    Ne trarrebbe un grande vantaggio le capacità di competere del “Sistema Paese” e, conseguentemente, l’occupazione, lo sviluppo ed il benessere collettivo.

    Come ben dice Stagnaro, non si tratta di passare dal “senza nucleare al tutto nucleare” ma bensì di avere un equilibrato “Mix delle Fonti” come hanno tutti i Paesi più sviluppati del Pianeta (eccezione la Francia) e soprattutto quelli che non dispongono di rilevanti Fonti energetiche sul proprio territorio.
    Guardiamo al “Mix Tedesco, Inglese, Spagnolo, Giapponese, ecc.”.

    Un impegno serio e coordinato di tutte le forze politiche, sociali, imprenditoriali e civili potrebbe finalmente darci l’opportunità di interrompere la malattia (l’infezione ideologica) e velocemente recuperare la salute, per tutti.

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