L’Europa: capire e superare Dublino guardando a Torino e Berlino

2 pensieri su “L’Europa: capire e superare Dublino guardando a Torino e Berlino”

  1. Visione molto interessante perché diversa dalle solite cose lette sui giornali in questi giorni.
    Rimane, secondo me, una visione parziale in quanto non trovo nessun riferimento all’economia (deformazione professionale).

    Per molti, Unione Europea vuol dire mercato unico ed euro. Per tanti, vuol dire aiuti all’agricoltura e fondi da spendere.

    Può darsi che nella testa degli euroburocrati la politica estera venga prima di tutto (ne dubito), ma per la maggior parte dei cittadini (e quindi dei politici) le priorità sono altre.

    Quindi, se da un punto di vista geopolitico ce ne possiamo fregare dell’Irlanda e degli altri paesi che eventualmente fanno gli schizzinosi con la UE, da un punto di vista economico le valutazioni da fare sono diverse. Ogni membro dell’Unione è una specie di investimento a lungo termine. Dopo aver investito, non è bello vedere i frutti volare via.

    "Mi piace"

  2. Grazie del commento.

    1) L’economia, nella mia visione, é vista come funzione degli scopi politici. Adam Smith la vedeva come me, difatti diceva che tra opulence and defence, the latter had to be preferred.

    2) Nella testa degli euroburocrati (ma anche molti politici – leggi le interviste di Frattini e vedi molto bene come il suo pensiero rifletta quanto da me scritto), vi é una fondamentale preoccpazione. Gli Stati nazionali europei, singolarmente, non sono in grado di competere nel mondo di domani. L’UE é l’unica strada per sopravvivere. Ció ha due implicazioni:

    a) i cittadini europei possono permettersi di identificare l’UE solo con l’Euro o i suddisi agricoli, perché l’Éuropa li protegge dalle altre minacce, ivi comprese turbolenze finanziare o food shortages (attraverso l’Euro e il mercato unico).

    b) in secondo luogo, se l’UE é la nostra garanzia per il futuro, allora non possiamo aspettare che tutti siano d’accordo. Se l’Irlanda non vuole far parte del gioco, puó scendere, siamo sicuri che non si offenderá se gli altri vanno avanti (di qui l’idea del nucleo rafforzato, etc.).

    3) Tu parli di investimento. Bene: ha senso che ora tutta la carrozza si sfasci (l’investimento vada perso) per via della scelta irlandese? Abbiamo investito sull’Irlanda, ma quale sarebbe il costo maggiore? Vedere l’Irlanda uscire o vedere l’EU crollare? Beside that, il Rogue Island poi é entrato negli USA. Stai a vedere che lo fará anche il Rogue Ireland. É semplice teoria dei giochi. Se sanno che noi siamo committed, anche loro cambieranno posture. 🙂

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.