Taxi e licenze

5 pensieri su “Taxi e licenze”

  1. Andrea e Mario,
    i risultati della vostra analisi dipendono in modo cruciale da due postulati, entrambi secondo me non del tutto convincenti:
    1- “Al singolo consumatore non interessa quanti taxi ci sono in giro ma quanto paga per la singola corsa”. L’esperienza personale mi dice che non è così. Provate a girare per Milano quando piove oppure c’è lo sciopero dei mezzi pubblici: sarete disposti a pagare un prezzo piuttosto alto pur di avere un taxi, ma non riuscirete a trovarne neanche uno (perché saranno già tutti occupati).
    2- “Più taxi significano più esternalità negative: congestione di traffico, più inquinamento, più incidenti (normale statistica), più arrabbiature al semaforo”. Questa frase è il risultato di un’ipotesi implicita: la maggiore presenza di taxi non modifica le abitudini di trasporto dei cittadini. Non sono d’accordo: l’aumento dei taxi si accompagnerebbe ad una diminuzione di altri mezzi di trasporto, tra cui le macchine private. Vi propongo ancora un esempio tratto dalla mia vita a Milano: quante volte, di sera, avrei preferito prendere un taxi al volo piuttosto che muovermi con la macchina e spendere mezz’ora a cercare parcheggio!
    Saluti

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  2. Philippe, riguardo il punto 1 non saprei, vivo a Milano dalla nascita ma durante i giorni di pioggia riscontro sempre forte congestione complessiva del traffico, il che indica che chi viaggia sui taxi in quei giorni paga prezzi stratosferici per la corsa. Cosa che mi suggerisce che non si tratta di privati ma di persone che si fanno rilasciare ricevuta da presentare al rimborso alla propria azienda, quindi mi pare un segmento di domanda assai poco elastico al prezzo. Riguardo il punto 2 hai ragione, ma considera che noi abbiamo esplicitamente ipotizzato una situazione di raddoppio delle licenze (per assegnazione gratuita) in presenza di tariffe invariate. In questo scenario vale quanto da noi sostenuto.

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  3. Philippe,

    1 la pioggia rappresenta il classico shock esogeno alla domanda. in caso di pioggia la domanda, dato un prezzo, va su per tutti i mezzi di locomozione.
    il fatto che ci possano essere dei picchi nella domanda non giustifica che i taxi debbano essere aumentati per far fronte a casi estremi di shock esogeni. correggimi se sbaglio ma non credo che tu passeggi mano nella mano con la tua ragazza indossando un casco nello sfortunato caso che una macchina dovesse uscire fuori di strada e investirti.
    poi scusami ma da economista sono un po’ disturbato dalla proposizione secondo cui la domanda non dipende solo dal prezzo ma anche dalla quantita’ di taxi in giro. quello che cerchi di suggerire immagino, con terminologia sbagliata, e’ che ci possono essere delle strozzature nell’offerta (questo e’ il problema di un’offerta rigida) se la domanda varia in caso di shock esogeni. cio’ e’ vero (e’ vero per qualsiasi prodotto) ma quello che si guarda e’ all’equilibrio del sistema e non al caso straordinario; persino i politici sono in grado di capire che non si mettono in giro 1000 taxi se normalmente ne servono 500, dato il prezzo, solo perche’ potrebbe piovere.
    senza avere effettuato nessuno studio sul settore dei taxi a milano sono quasi sicuro che il numero di taxi in giro e’ tale per cui anche in caso di pioggia la maggior parte delle persone che desiderano un taxi data quella tariffa e’ in grado di trovarlo, magari aspettando dieci minuti (che e’ parte del costo).

    2 scusami philippe ma il motivo per cui non prendi un taxi quando esci la sera e’ che ti e’ piu’ comodo prendere la macchina dato il costo del taxi. cosa ti impedisce di chiamare un taxi alle otto per uscire alle otto e mezza? nulla. solo che non ti conviene perche’ il prezzo della corsa e’ troppo alto.
    io non ho mai avuto problemi a trovare un taxi a milano quando ne ho avuto bisogno. a qualsiasi ora. e questo perche’ il problema non e’ il numero dei taxi ma il loro costo.

    questa dei taxi e’ un’illusione. sembra che non ce ne siano abbastanza (e potrebbe essere vero in certi limitati margini) ma il problema e’ che costano troppo. aumentare il numero di taxi senza far cambiare il prezzo non servira’ a nulla (o a molto poco) nel migliore dei casi, creera’ problemi nel peggiore.

    la soluzione che ti sembra corretta, “raddoppiamo i taxi cosi’ quando piove riesco a trovarlo piu’ facilmente”, invece di affrontare il problema al cuore, quello di un’offerta rigida e un prezzo amministrato, non fa altro che sostituire ad un’offerta rigida e un prezzo amministrato, un’altra offerta rigida e un altro prezzo amministrato (o lo stesso) cadendo nella solita fallacia: invece di far decidere le quantita’ e i prezzi di equilibrio alle persone lo decidiamo noi dall’alto che siamo bravi. e se non va bene, lo ridecidiamo. e poi lo ridecidiamo ancora.

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  4. La giornata di pioggia è chiaramente un esempio (che comunque non definirei “estremo”) di una situazione più generale. Secondo me ci sono pochi taxi a Milano. In tal caso, aumentarne la quantità, pur senza modificare il prezzo, è un miglioramento.
    La mia impressione personale è confermata dai dati. In un articolo de LaVoce (28 gennaio 2003), Andrea Boitani e Angela Bergantino scrivono:
    “nell’area milanese ci sono 1,6 taxi per mille abitanti, contro i 9,9 di Barcellona, gli 8,3 di Londra i 3,9 di Praga, i 2,9 di Monaco, i 2,4 di Parigi, i 2 di Berlino e perfino i 2,1 di Roma”
    Se date per scontato che a Milano ci siano già abbastanza taxi, il vostro ragionamento ha senso. A me sembra, però, che una tale premessa sia difficile da difendere.

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  5. Philippe,

    bisogna saper leggere i dati altrimenti diventano ingannevoli. I dati che riporti sono parziali ovvero si riferiscono a solo una parte del problema. Ti spiego.

    Il concetto di “pochi” o “molti” taxi in se’ vuol dire poco. Quello che bisogna guardare e’ il numero dei taxi rispetto al prezzo pagato (prezzi e quantita’ vanno sempre a braccetto). Il concetto chiave in economia e’ quello di excess demand: la differenza tra quanti taxi sono domandati e quanti ce ne sono in giro. In equilibrio questa cosa deve essere vicina allo zero.
    I dati che riporti tu non mi dicono nulla sull’excess demand e dunque sono poco indicativi. Ad esempio, delle citta’ che hai citato conosco bene Barcelona e non mi stupisco che ci siano “tanti” taxi. Infatti i taxi a Barcelona costano poco. E non e’ un caso che ci siano tanti taxi e costino meno.

    Quello che noi diciamo e’ dato il livello dei prezzi probabilmente il numero dei taxi a Milano e’ “giusto” (ovvero l’excess demand e’ prossima allo zero). Il nostro ragionamento dovrebbe essere piu’ chiaro adesso. Modificare il numero di licenze senza cambiare il prezzo non avra’ alcun effetto sulla excess demand e dunque puo’ essere analizzato come abbiamo fatto nell’articolo.

    Posso ovviamente immaginare che a Milano vi sia un po’ di domanda inevasa, ma nell’articolo si parla del raddoppio delle licenze. Magari passare da 1.6 a 1.8 taxi per mille abitanti avra’ un effetto positivo, ma non e’ cio’ di cui si parla nell’articolo. Nell’articolo si discute della proposta di raddoppiare le licenza e lasciare il prezzo invariato cosa che non ha molto senso economicamente a meno di non assumere l’esistenza di un’enorme domanda inevasa. Adesso discutiamo del perche’ probabilmente a Milano probabilmente non c’e’ molta domanda inevasa.

    La ragione e’ semplice e richiede che per lo meno alcuni all’interno di due moltitudini siano in grado di fare conti di base. Se dato il prezzo (che e’ amministrato, ricorda) esistente si potessero raddoppiare le licenze senza influenzare negativamente i profitti cio’ significherebbe che ad oggi il comune di Milano, che si becca gli introiti delle licenze, sta realizzando solo meta’ del potenziale “fatturato” dalla vendita delle licenze.
    Inoltre il prezzo risulterebbe troppo basso per i tassisti (che essendo pochi rispetto al prezzo potrebbero far salire ancora le loro tariffe), ovvero i tassisti sarebbero ad un punto in cui starebbero non massimizzando i loro profitti e magari perdendo dei soldi. Data la combattivita’ dei tassisti italiani non considero questo scenario molto plausibile.

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