Il fallimento di Annapolis

Un pensiero su “Il fallimento di Annapolis”

  1. Mi sembra che gli israeliani, al contrario dei palestinesi, abbiano oggettivamente interesse a concludere una pace il piu’ possibile stabile perche’ appunto sono perdenti sulla dinamica demografica. La stessa minoranza di origine palestinese con cittadinanza israeliana con gli attuali tassi di crescita appare destinata a raggiungere e superare la componente di religione o origine ebraica. Mi sembra anche che gli israeliani abbiano fatto un passo utile a favorire un eventuale accordo di pace con il ritiro degli insediamenti nei territori occupati, nonostante la decisa opposizione di alcune minoranze interne. Per questo ritengo che almeno uno dei contendenti (oltre agli USA) abbia reale interesse e disposizione alla pace. Rimane da vedere cosa puo’ convincere i palestinesi ad accettare una sistemazione accettabile. Temo che l’unica leva siano aiuti economici, questo puo’ interessare forse la dirigenza laica dei palestinesi, ma probabilmente non avra’ influenza ne’ sui leader religiosi ne’ in generale sulla popolazione, che vede gli aiuti esistenti arricchire la dirigenza che li intermediano con scarsa efficienza e trasparenza.

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