Legalizzare il mercato degli organi? Se ne può e se ne deve parlare

di Pierangelo De Pace

Prosegue il dibattito sulla possibilità di rendere legale il mercato degli organi, un mercato in cui sia prevista espressamente l’evenienza che sia praticato un prezzo positivo per la cessione volontaria di un proprio organo sia da vivi, sia post mortem. Come si è più di una volta messo in evidenza tra gli articoli di questo sito, la situazione esistente che si concretizza nella carenza di organi per trapianto, il conseguente decesso di migliaia di pazienti in attesa di un donatore; ed il proliferare delle organizzazioni criminali che hanno creato veri e propri mercati illegali in giro per il mondo sfruttando la povera gente delle regioni meno ricche impongono che provvedimenti adeguati siano adottati e che soluzioni intelligenti siano proposte.

La logica economica e l’interpretazione di dati, statistiche e fatti ci suggeriscono di affrontare la questione per quello che è realmente, un problema di vincoli che possono essere allentati e di scelte il cui spettro può essere ampliato, cercando di superare i limiti imposti acriticamente dai paradigmi etici più diffusi e radicati nella coscienza collettiva.

Nell’ambito di una collaborazione annunciata e che continua positivamente, la discussione si sposta oggi da Epistemes alle pagine di noiseFromAmeriKa.

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1 Comment

  1. Una rapida osservazione: prima di legalizzare il mercato di organi, forse gli Stati Uniti (a cui si riferiscono le statistiche citate nell’altro articolo) potrebbero liberalizzare l’espianto post-mortem, vincolato da norme estremamente moraliste rispetto al resto del mondo.

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