Aiuti allo sviluppo: una mano ai poveri del mondo o uno spreco di soldi?

2 pensieri su “Aiuti allo sviluppo: una mano ai poveri del mondo o uno spreco di soldi?”

  1. Utile riassunto, ancorchè agghiacciante. L’ultima citazione di Easterly é da The White Man’s Burden?
    Non mi é chiaro come si possa immaginare una relazione di tipo privatistico in un “mercato” come quello dell’aiuto, specie se questo interferisce massicciamente con le politiche, compresa quella macroeconomica, del paese beneficiario. Il problema forse é che i governi possono impegnarsi sull’aiuto e molto meno sullo sviluppo. Che dire agli agricoltori cui occorre togliere i sussidi? Più facile fare appello al loro buon cuore e sperare che nessuno si accorga delle inefficienze del sistema di erogazione.
    Non si potrebbe pensare di modificare il rapporto tra donatori (bilaterali) e beneficiari? Da “diplomatico” a “contrattuale”? A quale corte si appella il Mozambico se i soldi “committed” non vengono erogati? Che cosa vende e a chi e che cosa compra chi in questo strano rapporto?

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