L’india, i caccia multi-ruolo e il Rafale

8 pensieri su “L’india, i caccia multi-ruolo e il Rafale”

  1. Andrea, mi permetto di aggiungere due considerazioni a quanto scrivi:
    La prima è che il Rafale è un vero caccia multiruolo già predisposto all’impiego navale. L’Eurofighter è, come sicuramente sai, monco sia delle capacità di bombardamento al suolo (a causa della scelta dei paesi del consorzio di non finanziarle adeguatamente) sia della variante navalizzata (mai prevista concretamente). Stesso discorso per il radar AESA.

    La seconda è politica. Quale fu l’unico paese europeo contrario alle sanzioni verso l’India dopo il test nucleare del 1998? La Francia. L’India ha due vicini “sensibili”, per così dire, con cui ha dispute territoriali e che sono senza dubbio il primo pensiero quando si spendono 10 miliardi in aerei caccia. Ritrovarsi in guerra con dei partner industriali a rischio di sussulti pacifisti potrebbe essere una pensiero che il governo indiano ha fatto, prima della decisione.

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      1. Aggiungo solo due parole: BAe ha parlato nei mesi scorsi di fare la versione navale del Typhoon. Ovviamente costi e rischi sono tutti da stimare, ma quest’opzione – almeno sul tavolo – esiste.

        La ragione per cui gli USA sono stati scartati a maggio dalla prima parte della competizione è proprio legata alle sanzioni.

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    1. Teoricamente poco. E’ l’aereo “economico” che tanti Paesi vogliono in quanto offre un buon compromesso tra capabilities e prezzi. In una competizione di qualche anno fa i Gripen erano sui 65/70 milioni l’uno. L’offerta alla Svizzera (di novembre) li prezza a circa 150 milioni di euro l’uno, ma la cifra include i costi di manutenzione e riparazione.

      In realtà fare paragoni non è mai facile proprio perchè non è chiaro cosa c’è dentro e cosa resta fuori…

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  2. facile ci siano di mezzo considerazioni politiche, altrimenti non mi spiego perché spendere 110-120 milioni per i Rafale quando con relativamente pochi soldi in più hanno l’F-35, e con molto meno l’Su-30

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  3. Considerazioni politiche E industriali, Stefano.
    L’India vuole, giustamente, sviluppare delle capacità di progettare e costruire sistemi complessi in autonomia (nei limiti del possibile). Ben 108 dei 126 Rafale verranno assemblati dalla HAL a Bangalore. Certo, non vuol dire che tra 10 anni gli indiani saranno in grado di metter su un caccia paragonabile da soli. Però se consideriamo che qualcosa di simile l’hanno fatto con i SU-30, è più di un inizio.
    Le offerte USA e Eurofighter erano paragonabili in termini di offset? Io non lo so, ma dato il budget di cui dispongono gli indiani mi vien da pensare che qualche centinaio di milioni (spalmati su un decennio) non faccia la differenza.

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