Abbandonare Kabul?

Un pensiero su “Abbandonare Kabul?”

  1. Caro Gilli, io direi che l’Afghanistan appartiene a quella categoria di operazioni militari che facciamo come “biglietto” per mantenere il nostro attuale status nella NATO. Cioè non si tratta di missioni volte a raggiungere un obiettivo di politica estera nazionale, ma volte a difendere quella che è la chiave imprescindibile della strategia di sicurezza italiana: l’appartenenza alla NATO e la protezione dataci dall’ombrello strategico nucleare americano (e, perchè no, anche dalle atomiche a doppia chiave di Ghedi). Insomma è il ticket per far parte, con il nostro rango di media potenza regionale, al mondo occidentale.

    Perciò se a livello tattico-operativo ha senso discutere delle dimensioni e della dotazione del nostro contingente (anzi magari se ne discutesse, magari ci fosse in Italia una discussione simile a quella dell’SDR in UK), a livello strategico noi siamo legati agli americani. Certo, facciamo la nostra parte nella counter-insurgency in RC-W, ma parliamo sempre di decisioni operative.
    Non abbiamo massa critica sufficiente per influire a livello strategico (il nostro “surge” di 1000 soldati quanto ha influito rispetto ai 100.000 soldati USA in teatro?) ne abbiamo interessi nella regione che giustifichino un nostro interesse strategico.
    Siamo li perchè la NATO è fondamentale per la sicurezza italiana, e tanto basta.
    Ma non possiamo fare scelte ne raggiungere obiettivi a livello strategico (il che non significa però che non possiamo infuire su queste scelte e su questi obiettivi).

    Ben diversi sono, per esempio, i casi dei balcani e del Libano. Prendiamo il Libano, che secondo me è stato uno dei capolavori della nostra politica estera, nonchè l’unica volta nella storia dell’Italia repubblicana in cui potere diplomatico e potere militare hanno lavorato in sincronia per raggiungere un obiettivo strategico: una tregua tra Hezbollah e Israele negoziata anche a Roma e garantita inizialmente da una portaerei e un migliaio di fanti di marina sbarcati da 3 navi anfibie (e senza queste garanzie Israele non avrebbe concesso così velocemente il cessate il fuoco).

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