Lo stato di necessità di Obama

Un pensiero su “Lo stato di necessità di Obama”

  1. Scusa Mario, sarò dozzinale, ma non capisco come si possano considerare gli Stati Uniti, prima potenza militare al mondo, “overstretched” dopo una piccola guerra regionale, che è costata in sei anni circa 5000 vite (uno dei tassi di perdite più bassi di tutta la storia militare americana). E in cui gli Usa (che dispongono di mezzo milione di uomini solo nell’esercito di terra, più le riserve) non hanno mai impegnato più di 150mila uomini. Si può considerare “overstretched” l’Impero Britannico dopo la I Guerra Mondiale. Ma, con tutto il dovuto rispetto per i caduti in Iraq, mi sembra che le proporzioni di quel conflitto e delle perdite subite dai britannici siano ben altre.
    Inoltre, mi risulta dai sondaggi pre-elettorali, che gli americani non fossero tanto preoccupati dalla guerra irachena, quanto dalla crisi economica prima dell’elezione di Obama. E da quel che vedo la politica di Obama in Iraq è identica a quella annunciata da George W. Bush (disimpegno graduale entro il 2011). Siamo sicuri che la guerra in Iraq sia stata sufficiente a determinare un cambiamento della politica estera statunitense?

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