Osservatorio sui miti del riscaldamento globale/2: La teoria del freddo caldo

4 pensieri su “Osservatorio sui miti del riscaldamento globale/2: La teoria del freddo caldo”

  1. Grazie dell’articolo. Mi sembra tuttavia che anche gli stessi autori di questo articolo siano un po’ granitici nel loro anti-ambientalismo. Primo, per creare effetti retorici si citano fonti senza nessun valore scientifico come il sito http://www.numberwatch.co.uk/warmlist.htm. Secondo, il film di Gore per sua stessa ammissione non vuole essere un documentario, ma un film shock per sollevare il problema (il mondo e i governi vanno avanti per inezia e sono restii al cambiamento, e questi scossoni, purtroppo, sono l’unico modo per fare svegliare i dormienti, come dimostra la lotta al fumo). La questione della corrente del Golfo e solo una delle tante cose incluse nell’analisi del problema fatta dall’ IPCC, che non è una banda di scienziati ideologizzati e corrotti dalla lobby ecologista (le vere lobby sono casomai quelle petrolifere), ma il gruppo di riferimento scientifico in materia dal 1988, i cui rapporti sono rigorosamente arbitrati da pari anonimi (con la tecnica del peer-review) come per ogni altra disciplina scientifica che si rispetti. Poi si discute, ovviamente, e nuovi dati possono portare conclusioni diverse. Ci mancherebbe! Se la corrente del Golfo non scomparirà, tanto meglio. Se rallenta però è già un problema. Ma un focus su una singola questione controversa (la corrente) non autorizza a concluderne che “Le fondamenta scientifiche dell’ambientalismo sono davvero poco solide”. Qui vi vuole adottare un po’ la tecnica retorica dell’uomo di paglia.

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  2. Flavia,
    non sono sicuro abbia letto attentamente l’articolo.

    1 nell’articolo smontiamo il mito del global cooling causato dal global warming. Ovvero la nostra posizione e’ la stessa dell’IPCC. Non capisco dunque il tuo riferimento ad esso.

    2 Gore e’ un furbetto del quartierino e oscilla, a seconda della convenienza, tra scientificita’ e provocazione, tra consensus scientifico e film shock. Per questo motivo e’ difficile coglierlo con le mani nella marmellata. Detto cio’ Flavia sono sicuro che tu non vorresti essere “scioccata” da un film che usa teorie che sono provate erronee. Altrimenti siamo nel campo della fantascienza.
    Se un film vuole aprire gli occhi su un problema (la corrente del golfo che si ferma) che almeno il problema sia reale!

    3 nell’articolo riportiamo non solo come non sia vero che la corrente si possa fermare ma anche come sia falso che stia rallentando. Ancora una volta non capisco il tuo riferimento al “rallentamento”. Non solo, ricerca recente dimostra anche che tali variazioni nell’intensita’ della corrente sono naturali e non hanno nulla a che vedere con l’attivita’ dell’uomo.

    4 la questione dell’uomo di paglia e dell’ambientalismo. Due cose importanti. La prima e’ che la credibilita’ di chi asserisce di avere la verita’ scientifica in tasca (ti ricordo ancora il consensus scientifico invocato da Gore) viene meno nel momento in cui si prova che parte di quello che dice e’ sbagliato. A quel punto l’onere della prova si sposta da chi critica a chi asserisce (o si redistribuisce su entrambi gli attori). La seconda e’ che questa serie sui miti del global warming e’ ancora al suo secondo focus per cui con il tempo vedrai come piano piano tante delle idee su cui il global warming si basa verranno meno. A quel punto concorderai sulla paglia e su tutto il resto.

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  3. Ancora per Flavia:

    il sito http://www.numberwatch.co.uk/warmlist.htm non è una fonte del nostro studio, ma è un elenco di fenomeni attribuiti senza molta scientificità al global warming. In questo senso lo citiamo.
    In un articolo che cerca di smontare un “mito” si debbono citare due categorie di “fonti”: quelle scientifiche e quelle mitologiche o “mitogene”. Le prime per dimostrare la scarsa scientificità delle seconde.
    L’elenco di cui tu parli non è una fonte scientifica, ma un buon elenco di fonti mitogene.

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