Calcio, regole, etica e conflitti di interesse

Un pensiero su “Calcio, regole, etica e conflitti di interesse”

  1. Lei ha ragione su molte cose e in primo luogo sul non trattare in calcio come da ” Bar Sport”.
    Un’analisi economica del diritto può sicuramente entrare in un mondo tanto complesso come il football.
    Sul perchè gli organi di informazione hanno minimizzato la cosa risulta chiaro come sia impossibile chiedere si seguire una linea editoriale condivisa tra le varie testate. Corriere e Gazzetta in particolare non riusciranno mai a togliersi quell’alone di politically correct verso Milan e Inter, che da sempre è presente.
    La giustizia sportiva è facilmente attaccabile per tanti motivi che lei penso conosca. Dal momento che c’è questa giustizia, bisogna avere il coraggio di dimostrare tutti i fatti illeciti presenti. Una giustizia sportiva che ha fallito anche in Moggiopoli però, in quanto due squadre su quattro ( Fiorentina e Lazio) sono state punite senza avere fatto nulla. C’è un grave conflitto tra i vari gradi che sono decisaemente troppi a mio parere. In questo modo tutto diventa ambiguo e relativo. La verità assoluta della giustizia diventa utopica quindi.
    C’è però in questi giorni che mette a paragone falsi in bilanci con Calciopoli. Non scherziamo, se il calcio è ancora sport e morale, lo scandalo dell’anno scorso è ben grave delle azioni penalmente rilevanti di Milan e Inter. Ed è giusto che il tifoso medio, da Bar Sport come dice lei, si indigni di più davanti a Moggi intercettato che rispetto a questioni fiscali legate ai conti della società. Questo solo perchè ancora tanti pensano che il calcio sia uno sport.

    In generale comunque la soluzione a questi problemi non può che essere la via di delegare entrate e uscite in toto alle società. Proprietà stadi, servizi ecc nelle mani delle squadre darebbero uno specchio di chi riesce a stare nel mondo del calcio legalmente e chi non. A quel punto però chi non copre i costi dovrebbe uscire.

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