Evasione fiscale (I): costi e spiegazioni

2 pensieri su “Evasione fiscale (I): costi e spiegazioni”

  1. Complimenti per il livello e la qualita’ dell’articolo, nettamente superiore ai livelli medi della stampa italiana. Tuttavia constato che manca la coscienza e la discussione di elementi oltremodo importanti dell’evasione fiscale in Italia, e cioe’ la sua distribuzione territoriale, nonche’ un confronto e una discussione sui livelli di evasione fiscale negli altri paesi avanzati confrontabili con l’Italia. E’ ovviamente utile mettere in rilievo, come e’ stato fatto con competenza ed efficacia, che l’evasione fiscale e’ un fenomeno negativo (anche se credo pochi ne dubitassero). Ma necessario a mio parere anche comprendere quantitativamente il fenomeno, anche per capire se e’ realisticamente contrastabile.

    Riassumendo i risultati di approfondite indagini fatte dirante la
    prima legislatura Prodi, e pubblicate anche su Repubblica Affari e Finanza alcuni anni fa, il fenomeno dell’evasione fiscale si concentra sostanzialmente in un terzo del Paese e specificamente nel Sud Italia.

    Piu’ in dettaglio, l’Italia si puo’ dividere in 4 aree.

    La prima area, la Lombardia, ha livelli di evasione paragonabili ai paesi piu’ virtuosi del mondo, pari al 13% del settore privato. I paesi con meno evasione a livello mondiale sono USA e Svizzera, con livelli dell’ordine del 8-10% dell’economia complessiva, che include un 33% almeno di economia statale, con livelli di evasione prossimi a zero.

    Perche’ separare l’economia statale dall’economia privata? Perche’ appunto l’economia statale ha livelli di evasione praticamente nulli, e solo nell’economia privata il fenomeno e’ rilevante. In Italia l’economia statale corrisponde (vado a spanne ma si potrebbe controllare) al 45% del totale, probabilmente con livelli del 35% nel Nord, del 50-60% al centro e del 70% al Sud. Quindi ripeto in Lombardia i livelli di evasione sono ai migliori livelli mondiali.

    La seconda area comprende le regioni padane come Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, con evasione fiscale sull’economia privata pari al 20-25%, che includendo l’economia statale risultano paragonabili ai livelli di evasione tipici dei paesi avanzati (Francia, Germania, Svezia).

    La terza area comprende le regioni del centro, che hanno livelli di evasione del 30% e oltre (per es. la Toscana ha il 35%). Quest’area inizia ad avere livelli di evasione elevati, superiori ma ancora confrontabili con quelli di altri paesi avanzati (Belgio, Svezia).

    La quarta comprende le regioni meridionali sotto il Lazio e la
    Sardegna. Qui l’evasione equivale al 65% e oltre dell’economia
    privata (per es., l’82% in Basilicata). Qui i livelli di evasione sono semplicemente fuori dai parametri dei paesi avanzati.

    Rispetto al totale dell’economia italiana l’evasione fiscale
    corrisponde, secondo le stime degli economisti, al 27% circa. Lo
    Stato lo stima al 17% e ora al 19%, ma se vogliamo confrontare con gli altri paesi dobbiamo usare la stima degli economisti, applicata anche ad altre economie, che alcuni anni fa vedeva:

    27-30% Greece Italy
    20-24% Spain Portugal Belgium
    18-23% Sweden Norway Denmark
    13-16% Ireland France Netherlands Germany Great Britain
    8-10% Japan United States Austria Switzerland

    Ora, concretamente, cosa si puo’ fare riguardo l’evasione fiscale in Italia? Innanzitutto non e’ pensabile ridurla a zero. E’ pensabile piuttosto ridurla al livello di paesi civili ed avanzati come Svezia o Francia, quindi dal 27% al 20% o al 15%. Per farlo, me mie personali conclusioni sono:

    Inutile (e controproducente, perche’ si rischia la rivolta fiscale) cercare di ridurre l’evasione fiscale in Lombardia e nelle regioni padane: con i livelli di efficienza tipici degli apparati statali italiani e’ gia’ sorprendente che si raggiungano i livelli documentati.

    Utile contrastare l’evasione fiscale nelle regioni del centro con
    l’obiettivo non di azzerarla, ovviamente, ma di ridurla ai livelli civili delle regioni padane, che non sono lontani.

    Essenziale per la salute generale stessa del Paese approntare un piano serio e realistico per far progredire il Sud Italia a livelli che siano almeno confrontabili con quelli delle altre economie avanzate, iniziando proprio da economia sommersa, evasione fiscale, per finire in generale in livelli di trasparenza e rispetto della legge comparabili a quelli dei paesi progrediti. E’ evidente che lo Stato italiano e’ stato totalmente incapace di farlo negli ultili 150 anni,
    ma non e’ certo negando che il problema esiste che si puo’ quantomeno discutere di una soluzione.

    E’ anche importante rendersi conto che non e’ possibile aggredire una malattia cosi’ grande e cosi’ capillarmente diffusa con metodi militari, del genere “manette agli evasori” di cui puerilmente tendono a fantasticare i cronisti dei giornali, frequentemente in collegamento coi settori piu’ populisti e demagogici dei partiti politici.

    I motivi dell’evasione fiscale di massa nel Sud Italia sono
    evidentemente collegati con le fratture esistenti tra l’economia del Nord e quella del Sud. La produttivita’ del Sud Italia e’
    significativamente inferiore al Nord, sia per i minori livelli di
    istruzione, sia per la minore efficienza istituzionale (e quindi
    infrastrutture), sia per i minori investimenti (scoraggiati anche da ciminalita’ e illegalita’ diffusa). Allo stesso tempi gli accordi sindacali nazionali fissano stipendi uguali a quelli delle realta’ produttive e competitive del Nord Italia, mettendo automaticamente gran parte del lavoro privato legale meridionale fuori mercato: di qui disoccupazione ed evasione di massa. Per iniziare a risolvere il problema occorre agire su istruzione, legalita’, e proporzionalita’ tra stipendi e produttivita’ nel Sud Italia.

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  2. Ringrazio per il bel commento.
    In un articolo in pubblicazione domani confrontero’ due diverse scuole di pensiero sulla riduzione dell’evasione. Anche quell’articolo sara’ soprattutto di carattere teorico piuttosto che una valutazione quantitativa e ho il sospetto che non ti soddisfera’. Nel futuro cerchero’ di sporcarmi di piu’ le mani con i numeri come e’ giusto che sia.
    Per adesso mi sono limitato a “pulire” il terreno della discussione da argomenti teorici sbagliati.

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