Perche’ un Iran nucleare non rappresenta necessariamente una minaccia

3 pensieri su “Perche’ un Iran nucleare non rappresenta necessariamente una minaccia”

  1. Complimenti, davvere un bel pezzo. Non si può che condividere sostanzialmente il tuo discorso, è solido logicamente e fattualmente.

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  2. Talvolta mi chiedo quali intenti abbiano questi giornalisti che, con i loro articoli, non superano l’asticella della mediocrità. Mi pare che si tenda ad alimentare ulteriormente quell’islamofobia già ampiamente diffusa in Italia.
    Dal suo articolo emerge chiaramente un’ “ispirazione” neorealista, confermata dai riferimenti a Kenneth Waltz. Anche io concordo con queste posizioni anche se, in seguito alla lettura di “The spread of nuclear weapons” sono stato colpito da alcune considerazioni di Scott Sagan. Lei ritiene che i timori riguardo all’incapacità dei leader dei “rogue states” (tra cui l’Iran) nel controllare il terrorismo siano completamente infondati? E’ pensabile che gruppi terroristici o organi di fatto rieascano ad assumere il controllo dell’arma atomica?
    Concludo sottoscrivendo il commento precedente.

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  3. Shortly,

    1) I rischi fanno parte della vita. Waltz dice giustamente che se si vuole liberta’ allora ci vuole anche insicurezza. Se invece si vuole annullare ogni tipo di incurezza, allora bisogna vivere sotto dittatura.

    2) Il terrorismo: per sviluppare, mantenere e controllare armi nucleari ci vogliono strutture e personale (laboratori, guardie, rifornimenti, etc.), che il terrorismo non puo’ avere. Il mero possesso di sostanze radioattive da’ la possibilita’ di costruire armi radiologiche, non nucleari. Il cui potenziale e’ dunque totalmente diverso.

    3) Con armi nucleari sempre piu’ piccole (dimensioni di una 24 ore) c’e’ la possibilita’ di un loro passaggio a gruppi terroristi da parte di “Stati canaglia” che non e’ impossibile pensare possano restare impuniti (se non si puo’ stabilire la paternita’ della bomba). Ma a quel punto il problema non e’ piu’ il terrorismo, pensi’ l’uso delle armi nucleari. Sono rischiose, sempre, non solo se in mano ai terroristi o all’Iran. Inoltre, c’e’ un altro problema: se non si rivendica l’uso di un arma (passaggio a gruppi terroristi) non si puo’ neppure utilizzarne gli effetti. Mi spiego: le armi sono usate per ottenere vantaggi politici. Se non se ne rivendica l’uso, allora si possono difficilmente sfruttarne i vantaggi. E a quel punto il problema sarebbe simile a quello di catastrofi ambientali.

    In definitiva, le armi nucleari restano pericolose, ma la loro pericolosita’ non muta significativamente dal chi le detiene.

    Sul tema, sono sempre utili Jervis (1989) e Goldstein (2000).

    Grazie e saluti, ag.

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