Ticket al pronto soccorso: una misura condivisibile, ma…

3 pensieri su “Ticket al pronto soccorso: una misura condivisibile, ma…”

  1. Tecnicamente si tratta di una tassa sul consumo, il prezzo aggiuntivo che occorre corrispondere per poter usufruire di un determinato servizio

    Sarò anche vetero statalista ma a me pare una misura più che adeguata. E non una tassa sul consumo. COnsumo di che? Se mi rompo un femore vado al pronto soccorso e non pago, se invece vengo punto da un pappatacio e ci vado allora è gisato che paghi. Invocare il mercato nell’ambito “pronto soccorso” non mi piace.

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  2. Condivido gran parte delle cose che scrivi ma credo che vadano integrate con alcune considerazioni:
    – spesso gli esenti dalle spese sanitarie sono le categorie “fiscalmente distratte” che, a fronte di redditi risibili, non contribuiscono al pagamento parziale delle prestazioni. Al danno si aggiunge la beffa.
    – viene spesso il dubbio che la situazione precaria della sanità sia funzionale alla distribuzione di commesse a privati. Non quindi inefficienza reale, ma funzionale all’arricchimento dei soliti noti.

    Il ticket al pronto soccorso non ridurrà le presenze perchè, per metterla in termini meramente economici, sarà sempre più conveniente rivolgersi al pronto soccorso che rivolgersi ad un medico a pagamento: magari nei giorni festivi , quando il medico di famiglia è irreperibile.
    Aumenteranno inoltre le spese di contenzioso per il recupero dei ticket dovuti, spesso indisponibili al momento della richiesta prestazionale.

    Riguardo alla proposta di lasciare al mercato con i suoi meccanismi la risoluzione del problema sanitario, chi ha sperimentato sistemi “americani” come il sottoscritto, nutre seri dubbi. In un paese come il nostro privo di sistemi controllo non è difficile immaginare la sostituzione di un monopolio inefficiente pubblico con un sistema oligopolistico privato, con le conseguenze del caso.

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  3. Concordo con i contenuti proposti nel commento precedente, con qualche appunto.
    E` pur vero che probabilmente sara` sempre conveniente rivolgersi al pronto soccorso, ma lo scopo di una tassa sul consumo e` proprio quello di ridimensionarne l’entita`. Quello che potrebbe verificarsi e` un fenomeno di self-selection in base al quale e` lo stesso paziente che decide autonomamente se ha davvero necessita` di una prestazione medica urgente oppure no. Con tutta probabilita`, casi del genere sarebbero ridotti. In fondo, il prezzo al consumo sarebbe in ogni caso piu` elevato e questi fenomeni incidono sui portafogli dei consumatori.

    Infine, non ho motivi di dubitare delle sue esperienze negative negli USA. Ma mi permetta di precisare brevemente che il sistema sanitario americano non e` incentrato sul libero mercato, ma su qualcosa molto lontano da questo. L’intervento statale in materia sanitaria si mantiene elevato, e` causa di distorsioni e di una forte espansione della spesa pubblica. Non a caso si parla di una seria e strutturale riforma dei programmi di Medicare e Medicaid. La presenza di agenti privati non e` sinonimo di mercato concorrenziale, pur essendone condizione necessaria. Il risultato e` che, in molti casi, i costi al momento dell’erogazione del servizio possono mantenersi elevati; che i premi assicurativi da corrispondere possono essere elevati (ma si ricordi che sulla popolazione non grava una pressione fiscale simile a quella italiana); che qualcuno possa rimanere escluso.

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