Soru contro Briatore, ovvero imposte sul lusso in Sardegna. Davvero una buona idea?

3 pensieri su “Soru contro Briatore, ovvero imposte sul lusso in Sardegna. Davvero una buona idea?”

  1. Alternativamente si potrebbe dire che il prezzo che i produttori ricevono dopo l’introduzione dell’imposta è pari a p**, mentre quello che ricevevano prima dell’introduzione dell’imposta è pari a p*. Inoltre, dopo l’introduzione dell’imposta, i consumatori acquistano in equilibrio la quantità q**, inferiore a quella che acquistavano prima dell’introduzione dell’imposta (q*); per q**, i consumatori avrebbero pagato in assenza delle imposte la somma di p** t, mentre, dopo l’introduzione dell’imposta sono disposti a pagare solo p**; la distanza verticale tra p** t e p** è proprio l’ammontare t della imposta introdotta. Quindi, il prezzo effettivamente pagato dai consumatori per q** è pari a p** t, mentre quello ricevuto dai produttori per la stessa quantità è pari a p**. Confrontando p** t con p*, da una parte, è p* con p** si vede che, dopo l’introduzione dell’imposta, il sovrapprezzo pagato dai consumatori (p** t – p*) richiede un sacrificio inferiore a quello sopportato dai produttori, quantificabile nella differenza tra p* e p**. Quindi l’imposta pari a t, grava minimamente sui consumatori (p** t – p*), massimamente sui produttori (p*-p**). Per riassumere, i consumatori, dopo l’introduzione dell’imposta, acquistano di meno pagando un prezzo leggermente superiore a quello che pagavano prima dell’imposta, mente i produttori vendono di meno ad un prezzo inferiore rispetto a quello che ricevevano prima dell’imposta.
    Concludo dicendo che una imposta che era stata pensata per colpire esclusivamente i consumatori finisce per colpire soprattutto i produttori. Il fenomeno è noto in letteratura con il nome di “traslazione dell’imposta” e la regola è che una imposta pensata per colpire una categoria colpisce tanto meno quest’ultima quanto maggiore è l’elasticità della curva che rappresenta il comportamento della categoria stessa. Sei d’accordo, vecchio teorico?

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  2. a parte il fatto che bisognerebbe vedere se davvero le presenze turistiche sono diminuite (ci sono dati contrastanti in merito), ma questa tassa sul lusso non colpisce indistintamente tutti i beni di lusso, ma gli approdi delle barche da diporto e degli aerei privati (oltre alle plusvalenze immobiliari): bisognerebbe anche indagare sulla domanda e offerta di attracchi, perchè poichè l’offerta è fissata (gli attracchi sono quelli che sono, a meno che non si costruiscano nuovi porti da diporto), ci potrebbe essere spazio per una tassa se la domanda è superiore all’offerta (ma è solo una supposizione).

    è importante sottolineare anche il dato politico: soru sta cercando di sollevare un conflitto con il governo per vedersi riconosciuti i trasferimenti che spettano alla sardegna in quanto regione a statuto speciale. secondo me potrebbe essere una mossa per sbloccare una trattativa ridotta all’impasse.

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  3. Ho alcuni amici sardi, veramente sardi. Nel senso che percepiscono il legame verso la loro terra molto più di quanto accada per un piemontese o un laziale o un pugliese. Essere su un’isola aiuta in questo.

    Loro mi raccontano della frustrazione di una regione povera di tutto tranne che di potenziale turistico, saccheggiata e depredata nei decenni dai politicanti di turno che hanno sprecato risorse per costruire infrastrutture inutili (petrolchimica in particolare). Questa regione oggi ha crediti importanti per l’IVA non restituita dal governo di Roma, e Soru si inventa questa tassa per sollevare il punto, per fare qualcosa.
    Si poteva fare di meglio, soprattutto si poteva evitare di farlo a ridosso della stagione estiva, ma qualcosa doveva fare.

    Se poi Briatore si incazza, beh allora c’è la speranza di avere fatto qualcosa di giusto.

    MastroGeppetto

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