Lo spettro della crisi migliora lo spread

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il tormentone di questa asfittica estate italiana continua ad essere quello del rischio di caduta del governo e di elezioni anticipate, a causa del braccio di ferro tra Pdl, che chiede ossessivamente la salvifica cancellazione dell’Imu prima casa, ed il Pd, con complemento del ministro dell’Economia, che ritengono l’operazione non particolarmente equa (infatti è e resta regressiva, anche se in molti continuano ad arrampicarsi sui vetri per sostenere il contrario).

Come possa un importo medio di 225 euro determinare una sferzata ai consumi ed al sentiment di fiducia dei consumatori, in un quadro congiunturale che continua ad essere cupo, soprattutto per il mercato del lavoro, resta un mistero, se analizzato con le lenti dell’economia, mentre è del tutto comprensibile quando osservato con quelle di una politica sempre più screditata.

Nel frattempo, i mercati continuano ad ignorare con calma olimpica le fibrillazioni di casa nostra e lo spread tende a stringere, anche grazie a dati congiunturali lievemente migliori, pur se ancora nell’ambito della “derivata seconda” (cioè di un rallentamento della velocità di caduta e non ancora di una vera e propria inversione di tendenza). Forse gli investitori ritengono che alla fine la ragione prevarrà anche in un paese bizzarro come il nostro, e la “stabilità” permarrà comunque. Oppure (ipotesi da non scartare a priori) si ritiene che, anche nell’eventualità di ricorso anticipato alle urne, il quadro successivo resterà comunque immutato (e vincolato).

Se saremo fortunati, la “ripresa” potrà produrre nei prossimi mesi un gettito fiscale superiore alle attese, da devolvere a qualche causa elettorale. Al netto dei limitati margini di manovra fiscale disponibili per un paese in depressione economica quale è il nostro, pensare che sull’Imu prima casa si giochi il destino di un esecutivo, rappresenta (ben più di eventuali elezioni) il vero costo della disfunzionalità esistenziale di un governo di grande coalizione all’italiana.

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