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Andrea Gilli Relazioni Internazionali

Il puzzle libanese costringe Siria e Israele al dialogo – su Ideazione.com

di Andrea Gilli

Nelle ultime settimane i colloqui tra Damasco e Gerusalemme sono diventati di dominio pubblico. Interrotti dopo la rivelazione del bombardamento del sito nucleare siriano da parte israeliana, essi hanno ripreso il loro corso nei giorni passati, in concomitanza con l’apparente soluzione trovata a Doha per il caos libanese. Poiché se questo dialogo dovesse portare alla pace, gli effetti sarebbero di portata enorme, conviene guardare alle ragioni, apparenti e non, che hanno favorito il riavvicinamento tra i due Paesi per capire se effettivamente vi sarà un seguito. Tutto parte alcuni mesi dopo l’ictus che colpì Sharon. Olmert, allora appena insediatosi come primo ministro, ventilò la volontà di dialogare con la Siria. L’opinione pubblica si scaldò, ci furono dibattiti, critiche, dubbi, ma non seguì nulla. A fine 2006, ci furono delle dichiarazioni analoghe (anche se di portata inferiore) da parte siriana. Anche in questo caso, nel breve periodo, non accadde niente. L’unico punto importante è che tra i due frammenti ci fu la devastante e desolante campagna in Libano – Israele si impegnò per quasi due mesi per debellare Hezbollah, senza riuscirci.

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Di Mario Seminerio

Nato a Milano. Laureato all'Università Bocconi. Ha venticinque di esperienza presso istituzioni finanziarie italiane ed internazionali, dove ha ricoperto ruoli di portfolio manager, analista macroeconomico e portfolio advisor. Attualmente responsabile investimenti di un'importante corporate italiana. Giornalista pubblicista, collabora o ha collaborato con Il Foglio, Il Fatto Quotidiano, il Tempo, Linkiesta.it. A ottobre 2012 ha pubblicato il libro "La cura letale" (Rcs-BUR), sulla crisi di debito sovrano in Eurozona ed il futuro dell'Italia. Ogni sabato dalle 8 alle 10 conduce, con Oscar Giannino, Carlo Alberto Carnevale Maffè e Renato Cifarelli, la trasmissione "Le Belve", su Radio Capital.