Lo stato-nazione non è condannato all’inerzia – Il Foglio

di Andrea Gilli e Mauro Gilli

A leggere i giornali italiani degli ultimi giorni, sembra che, per affrontare crisi e minacce attuali, i paesi del Vecchio continente non abbiano oramai altre opzioni se non maggiore integrazione europea. Sulla Stampa Roberto Toscano scrive infatti che “non si può far fronte con una risposta su base nazionale”. Analogamente, Eugenio Scalfari, su Repubblica, parte dagli attentati di venerdì scorso in Francia e Tunisia per ammonire le classi dirigenti europee: senza una vera federazione, a suo dire, l’Europa rischia di fare la fine di Amleto. Angelo Panebianco, sul Corriere della Sera, è andato addirittura oltre: l’Europa non sarebbe comunque sufficiente, per questo il politologo di Bologna si augura che gli Stati Uniti tornino a proteggere l’Europa, come fecero Wilson e Roosevelt nel secolo passato.

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[ps: l’articolo erroneamente ci definisce, rispettivamente, professore a Metropolitan University Prague e a Northwestern. Andrea Gilli è un post-doctoral fellow. Mauro Gilli è PhD candidate. Ci scusiamo per l’inconveniente.]

Andrea Gilli – brief per EUISS sui Droni

di Redazione

Andrea Gilli ha pubblicato un breve brief per lo European Union Institute of Security Studies di Parigi nel quale analizza le sfide che la produzione di droni in Europa pone in termini di politiche di difesa, industria militare, forze armate.

Dall’11 settembre alla Libia

di Andrea Gilli

L’anniversario dell’11 settembre quest’anno è stato particolarmente drammatico. Al ricordo, ancora commosso, che però pian piano perde il suo lato umano per diventare ricorrenza istituzionale, si è aggiunto l’attacco  all’ambasciata USA al Cairo e poi l’uccisione dell’ambasciatore americano in Libia. L’intrecciarsi dei due eventi, la ricorrenza e la nuova realtà, solleva degli importanti interrogativi a cui in un modo o nell’altro bisogna dare risposte.

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La Libia, l’Iraq e le guerre americane

di Mauro Gilli

Monta la polemica negli Stati Uniti a proposito delle parole del presidente americano Barack Obama, secondo il quale non era necessario chiedere l’autorizzazione del Congresso per avviare le operazioni militari in Libia. Per giustificare la sua posizione, Obama avrebbe spiegato che di “ostilità” non si tratta. Sorge dunque spontaneo chiedere: come definiamo le “ostilità”?

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Il realismo classico – Capire le Relazioni Internazionali/3

di Mauro Gilli

In un precedente articolo ho illustrato molto brevemente quali sono le origini del realismo: i contributi chiave che hanno creato le fondamenta della scuola realista in relazioni internazionali, e più recentemente delle teorie realiste. In questo articolo voglio brevemente riassumere quello che è il “Realismo Classico”, ovvero quella corrente di pensiero sviluppatasi prevalentemente dopo la fine della prima guerra mondiale in risposta al diffondersi dell’applicazione dell’approccio liberale nella conduzione della politica estera.

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Perché il terrorismo continua a colpire l’America, che continua a colpire il terrorismo

di Andrea Gilli

Con la fine della presidenza Bush si era diffusa, tanto in Europa che in America, la speranza che l’America fosse diventata più sicura. Tanti, vedendo nell’arroganza (presunta o reale) degli otto anni di George Bush la causa dell’odio contro gli Stati Uniti, si erano così illusi che il mondo fosse diventato di colpo più sereno e pacifico. Non solo la recrudescenza degli attacchi in Afghanistan, ma anche la diffusione della minaccia terrorista in Yemen, dimostra quanto quelle speranze fossero vane, e malposte.

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La serietà che manca al Ministro della Difesa

di Mauro Gilli

Non c’è bisogno di commentare i seguenti estratti di giornale, uno da Tutto Sport e uno dalla sezione sportiva di Republica:

In Italia tutto è normale“, risponde con un diplomatico sorriso a chi gli chiede conto anche delle frasi di Ignazio La Russa, che si iscrive alla schiera dei critici, intervenendo sulle sue scelte. Ed in particolare su quella di lasciar fuori Cassano, una mancata convocazione che per il ministro della difesa “grida vendetta.

Non capisco le scelte di Lippi. Non convocherà Cassano per i Mondiali, ma è una cosa che grida vendetta”. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, tifoso interista, discute le scelte azzurre di Marcello Lippi in un’intervista a Dahlia Sport. “Amauri che di italiano non ha nulla, sì, Thiago Motta no, Zarate neanche. A me – prosegue La Russa – sembra che più oriundi a Lippi i giocatori piacciano juventini. Questo sta allontanando i giovani dalla squadra nazionale. Lippi, che pure è uno dei migliori tecnici, e con il quale ho un ottimo rapporto personale, deve riflettere, perchè immagina di essere non il selezionatore, ma quello che può decidere tutto sulla nazionale, anche in base a motivi di simpatia. Ad esempio non portò Panucci ai mondiali, bensì uno che fece l’autogol; per poco non ci escludevano”. Poi su Cassano il ministro spiega: “Cassano? Non lo convocherà, lo metto per iscritto, ma è una cosa che grida vendetta. Amauri sì, Cassano no. Perchè? Non c’è più una logica: forse è più logico che non convochi nemmeno Balotelli, perchè è stato discusso anche dal suo allenatore. Comunque fosse per me convocherei anche Balotelli, lo coccolerei perchè è come i tifosi della curva.  Balotelli non è titolare fisso è giovane, bene non lo metti; ma come mai non convochi Cassano?.

Molti, in italia si lanciano spesso in paragoni improbabili con gli Stati Uniti, un paese che secondo chi scrive ha tanti pregi ma anche tanti difetti. Tra i pregi, ne spicca uno in particolare: la serietà di chi ricopre cariche di governo. Il Segretario alla Difesa non si sognerebbe mai di rilasciare delle interviste sulle scelte di un allenatore di basket o football. Specialmente in un momento in cui sono in corso operazioni militari difficili e pericolose.

Non ci sono parole per commentare quanto sia pietosa questa faccenda. Mentre i nostri soldati sono impegnati in missione  la cui natura e il cui scopo appaiono sempre più dubbi, risulta davvero desolante notare che il Ministro alla Difesa mostri una totale mancanza di stile, sensibilità e serietà.

Sull’inutilità delle organizzazioni internazionali/2

di Andrea Gilli

Ieri c’è stato un nuovo terremoto nel Pacifico. Questo ha causato uno Tsunami. Ovviamente l’early warning non è venuto da un’organizzazione internazionale preposta (o supposta) a questo compito. E’ arrivato da un ente nazionale. Avevamo già detto tutto un mese fa.

Morale della storia: le organizzazioni internazionali sono burocrazie. Le burocrazie hanno un solo interesse: espandere le loro competenze così da aumentare il loro potere e le loro risorse. Vedere nell’ONU e nelle altre organizzazioni internazionali enti illuminati devoti al bene comune è più ridicolo che ingenuo.