“The Trump administration wants Europe to…” Andrea Gilli su Washington Post/Monkey Cage

di Redazione Andrea Gilli ha scritto un articolo sul blog accademico The Monkey Cage del Washington Post in cui spiega gli ostacoli all’aumento delle capacità militari europee. Ci sono ostacoli finanziari e di bilancio: molti Paesi europei hanno un budget necessariamente limitato mentre altri hanno ristrettezze finanziarie. Ci sono ostacoli politici al miglioramento delle capacità … Continua a leggere “The Trump administration wants Europe to…” Andrea Gilli su Washington Post/Monkey Cage

Obama alla guerra di Russia: Alcune perplessità

di Andrea Gilli e Mauro Gilli – Strade

Due giorni fa l’amministrazione Obama ha deciso di espellere 35 diplomatici russi dagli Stati Uniti. La sanzione arriva come risposta all’interferenza russa nelle elezioni americane. Onestamente, siamo un po’ perplessi da quanto sta succedendo. Pur non avendo condotto ricerca nel campo dell’intelligence, i recenti sviluppi sollevano, secondo noi, una serie di interrogativi interessanti.

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Lo studente che vendeva merendine e la scuola dei mediocri

di Andrea e Mauro Gilli – @Strade Nel settembre 2015 Ahmed Mohammed, un liceale di Dallas, portò a scuola l’orologio che aveva costruito artigianalmente a casa. Docenti e compagni si allarmarono, confondendo il congegno con una bomba e così il giovane Ahmed venne addirittura ammanettato. Dal presidente Barack Obama al fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, … Continua a leggere Lo studente che vendeva merendine e la scuola dei mediocri

Perché l’Islam è diventato Islamista?

di Andrea e Mauro Gilli – Strade

Una delle più importanti questioni contemporanee riguarda la capacità dell’Islam di modernizzarsi, dove per Islam non si intendono soltanto i Paesi musulmani ma anche – se non soprattutto – le loro popolazioni, i loro valori, e le loro strutture sociali.

Il mondo islamico è caratterizzato da enormi sfaccettature al suo interno, in quanto si estende su un’area estremamente vasta che va dal Marocco nel Nord Africa all’Indonesia nel sud-est Asiatico, con diramazioni sia settentrionali, come nei Balcani, nel Caucaso, e nell’Asia Centrale, che meridionali, quali la Nigeria o il Sudan. Ciononostante, gli ultimi 15 anni hanno visto un generale stallo dal punto di vista socio-politico di questo eterogeneo blocco di Paesi e, in alcuni casi, addirittura un poderoso arretramento su questi fronti: in Stati quali l’Arabia Saudita o il Pakistan è difficile constatare dei significativi passi avanti verso democrazia e diritti umani; il terrorismo si è espanso anche ad aree dove prima era assente come la Tunisia; e infine il fondamentalismo e l’integralismo si sono allargati in zone in precedenza laiche e moderate, quali l’Egitto, la Turchia o la Siria.

Come spiegare questa transizione e, più in generale, la decennale arretratezza socio-politica dei Paesi musulmani? Nell’articolo cerchiamo di ragionare brevemente sulle cause di questo “fallimento”, pur consci che il quadro generale che cercheremo di trarre non rende giustizia delle singole peculiarità e differenze che esistono tra i vari Paesi islamici. Questo intervento per Strade è dunque uno spunto, che in futuro ci ripromettiamo di approfondire in modo più analitico.

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Non sarà il boom dei droni a incrinare la supremazia americana

di Andrea Gilli e Mauro Gilli (da Il Foglio, 27 Aprile 2016) Se il sottomarino è stato tra le tecnologie militari che più hanno giocato un ruolo centrale nella Prima guerra mondiale, il radar durante la Seconda guerra mondiale e i missili da crociera nel corso della Prima guerra del Golfo, i droni – i … Continua a leggere Non sarà il boom dei droni a incrinare la supremazia americana

Brexit, la pericolosa illusione di una sovranità nazionale inutile

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il prossimo 23 giugno i cittadini del Regno Unito voteranno per decidere se restare nell’Unione europea. I sondaggi indicano alta incertezza, per quello che sarà un momento dirimente per il paese ma anche per la stessa Unione. Obiettivo del premier David Cameron è quello di recuperare sovranità ed autonomia dalla Ue, soprattutto sulla restrizione dei benefici di welfare per gli immigrati, anche comunitari, ed i loro figli rimasti nel paese di provenienza, ed il riconoscimento che il Regno Unito, ed in particolare il suo settore di servizi finanziari, non subirà le conseguenze negative di aver scelto di non aderire al progetto di “Unione sempre più stretta”.

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Rassegna Stampa – Gilli&Gilli sui droni

di Redazione La ricerca di Andrea Gilli e Mauro Gilli sulla diffusione di piattaforme aeree senza pilota, i così detti droni, è stata di recente pubblicata sulla rivista accademica Security Studies. Qui di seguito riportiamo l’abstract del paper: Many scholars and policymakers are concerned that the emergence of drone warfare—a first step toward the robotics … Continua a leggere Rassegna Stampa – Gilli&Gilli sui droni

Terrorismo: più Europa, un coro fuoriluogo

Serve più Unione Europea contro il terrorismo?

di Mauro Gilli – Il Foglio

Sul Corriere della Sera del 26 marzo, Laura Boldrini, Presidentessa della Camera dei Deputati, chiede più Europa per affrontare la sfida dell’Islamismo radicale. Non è la prima: David Sassoli – Euro-Parlamentare del PD, sul suo blog sull’Huffington Post – all’indomani della strage di Bruxelles della scorsa settimana ha espresso pensieri analoghi, così come il premier Matteo Renzi, già dopo gli attentati contro Charlie Hebdo e quelli del Bataclan, o Fareed Zakaria, famoso opinionista americano, in un’intervista sempre al Corriere, ma del 27 marzo. Rispetto agli altri interlocutori, la Presidentessa Boldrini svolge un ragionamento più elaborato e profondo che pertanto merita maggiore attenzione.

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