Non sarà il boom dei droni a incrinare la supremazia americana

di Andrea Gilli e Mauro Gilli (da Il Foglio, 27 Aprile 2016) Se il sottomarino è stato tra le tecnologie militari che più hanno giocato un ruolo centrale nella Prima guerra mondiale, il radar durante la Seconda guerra mondiale e i missili da crociera nel corso della Prima guerra del Golfo, i droni – i famosi aerei senza pilota – sono indiscutibilmente la tecnologia militare che più ha caratterizzato la guerra al terrorismo lanciata all’indomani dell’11 settembre. I droni esistono in diverse configurazioni, piccoli e grandi, ad ala fissa o rotante, armati o non armati, “stupidi” ovvero in grado di … Continua a leggere Non sarà il boom dei droni a incrinare la supremazia americana

Brexit, la pericolosa illusione di una sovranità nazionale inutile

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il prossimo 23 giugno i cittadini del Regno Unito voteranno per decidere se restare nell’Unione europea. I sondaggi indicano alta incertezza, per quello che sarà un momento dirimente per il paese ma anche per la stessa Unione. Obiettivo del premier David Cameron è quello di recuperare sovranità ed autonomia dalla Ue, soprattutto sulla restrizione dei benefici di welfare per gli immigrati, anche comunitari, ed i loro figli rimasti nel paese di provenienza, ed il riconoscimento che il Regno Unito, ed in particolare il suo settore di servizi finanziari, non subirà le conseguenze negative di aver scelto di non aderire al progetto di “Unione sempre più stretta”.

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Rassegna Stampa – Gilli&Gilli sui droni

di Redazione La ricerca di Andrea Gilli e Mauro Gilli sulla diffusione di piattaforme aeree senza pilota, i così detti droni, è stata di recente pubblicata sulla rivista accademica Security Studies. Qui di seguito riportiamo l’abstract del paper: Many scholars and policymakers are concerned that the emergence of drone warfare—a first step toward the robotics age—will promote instability and conflict at the international level. This view depends on the widely shared assumption among International Relations scholars that military hardware spreads easily, especially in the age of globalization and real-time communications. In this article, we question this consensus. Drawing from the … Continua a leggere Rassegna Stampa – Gilli&Gilli sui droni

Terrorismo: più Europa, un coro fuoriluogo

Serve più Unione Europea contro il terrorismo?

di Mauro Gilli – Il Foglio

Sul Corriere della Sera del 26 marzo, Laura Boldrini, Presidentessa della Camera dei Deputati, chiede più Europa per affrontare la sfida dell’Islamismo radicale. Non è la prima: David Sassoli – Euro-Parlamentare del PD, sul suo blog sull’Huffington Post – all’indomani della strage di Bruxelles della scorsa settimana ha espresso pensieri analoghi, così come il premier Matteo Renzi, già dopo gli attentati contro Charlie Hebdo e quelli del Bataclan, o Fareed Zakaria, famoso opinionista americano, in un’intervista sempre al Corriere, ma del 27 marzo. Rispetto agli altri interlocutori, la Presidentessa Boldrini svolge un ragionamento più elaborato e profondo che pertanto merita maggiore attenzione.

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La Russia serve per combattere ISIS?

di Andrea Gilli

All’indomani degli attacchi di Parigi, le relazioni tra l’Occidente (inteso come NATO/UE e Stati Uniti) e la Russia hanno fatto un poderoso salto in avanti, con la Russia proiettata a diventare un partner nella lotta all’ISIS. Gli osservatori sono divisi. Da una parte, secondo alcuni solo una cooperazione militare con la Russia può aiutare a sconfiggere questa nuova ondata di terrorismo islamista. Dall’altra, molti sono scettici se non contrari ad interagire con un autocrate che ha adottato, negli ultimi anni, politiche non solo discutibili ma anche destabilizzanti (si veda l’Ucraina). Chi ha ragione? A mio modo di vedere, nessuno dei due.

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Gli attacchi di Parigi e le risposte

di Andrea Gilli

I terrificanti attacchi di venerdì sera a Parigi pongono degli interrogativi sul tipo di risposta da adottare. Il Presidente francese, François Hollande, ha parlato esplicitamente di un atto di guerra, e se dunque questo è l’11 settembre francese, gli indizi portano ad un maggiore coinvolgimento francese (e NATO) in Siria, Libia e Iraq contro ISIS.

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Andrea Gilli – Premio European Defence Agency

di Redazione

Andrea Gilli ha vinto il premio per la miglior tesi di dottorato su European Defense, Strategy and Security assegnato dalla European Defence Agency e dall’Egomont Institute.

Il 16 novembre 2015, invitato all’assemblea annuale della European Defence Agency, Andrea Gilli ha tenuto un breve discorso con cui, riassumendo i punti chiave della sua tesi, ha illustrato alcune delle principali sfide alla cooperazione industriale-militare in europa. Il discorso è disponibile in calce.

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La leva obbligatoria di Salvini è antistorica. E pure inutile

di Andrea Gilli e Mauro Gilli – Il Foglio

Il segretario nazionale della Lega nord, Matteo Salvini, ha proposto di recente la reintroduzione della leva obbligatoria. E’ una proposta discutibile e quasi astorica, soprattutto alla luce dello stato delle nostre forze italiane (che hanno problemi di eccesso, non di carenza, di personale). Poiché però viene da un politico autorevole con un ampio e crescente seguito, è utile discuterne le problematicità.

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Siamo in guerra? No, ci sono tre lotte diverse

di Andrea Gilli

Gli attentati di Parigi della scorsa settimana hanno nuovamente aperto le gabbie: opinioni di ogni genere si sono lette su giornali e riviste riuscendo, talvolta, a superare il becerume che spesso affiora in rete. In questo post tenterò di svolgere qualche riflessione allargando l’orizzonte e la prospettiva storica. La mia opinione, sostenuta dalla logica prima che dagli studi accademici, è che non siamo in guerra. In particolare, gran parte del dibattito attuale confonde tre fenomeni diversi: la guerra “dei trent’anni” in cui è sprofondato il Medio Oriente, l’alienazione sociale che caratterizza alcune frange (estremamente minoritarie) delle popolazioni che vivono in Occidente e l’integrazione dei cittadini di fede islamica in Europa. Non mi occuperò invece dei personaggi folcloristici che vedono gli attentati della scorsa settimana come una reazione alle politiche occidentali.

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La strage di Parigi, i conti tornano – se si conosce la logica

di Andrea Gilli e Mauro Gilli

Sul Blog di Beppe Grillo è apparso un articolo che solleva dei dubbi sull’attacco terroristico alla redazione del giornale satirico parigino Charlie Hebdo. Precisalmente, il suo autore, Aldo Giannuli, ricercatore confermato in Scienze Politiche all’Università Statale di Milano e già consulente di numerose procure italiane sottolinea una serie di contraddizioni (via Corriere). Onestamente, non si capisce se Giannuli stia chiedendo agli inquirenti chiarezza su una serie di apparenti contraddizioni (ma non pensiamo che sia così sprovveduto: l’attacco è avvenuto ieri e per mettere insieme i pezzi di un puzzle servono inchieste che, spesso, richiedono mesi se non anni) oppure, e sarebbe più preoccupante, se stia adombrando, in tipica tradizione italica, la possibilità di piste oscure e occulti supersovrani che da una stanzetta (di Parigi) manovrano l’umanità (come la conclusione dell’articolo suggerisce).

Il problema non sta tanto nella visione del mondo di Giannuli – che può legittimamente credere a tutti i complotti che vuole – ma nel fatto che le contraddizioni da lui sollevate non sono tali, almeno ad una qualunque persona con una competenza elementare in materia, come uno studente di Scienze Politiche al primo anno che abbia frequentato un seminario introduttivo sul terrorismo e sull’anti-terrorismo.

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Andrea Gilli e Mauro Gilli, articolo su Security Studies

di redazione La ricerca di Andrea Gilli e Mauro Gilli sulla diffusione del terrorismo suicida è di recente stata pubblicata dalla rivista accademica Security Studies. Nell’articolo, i due autori dimostrano – utilizzando sia i metodi quantitativi che quelli qualitativi – come il terrorismo suicida sia semplicemente un’innovazione tattica, pertanto spiegazioni sia culturali che organizzative abbiano poco fondamento. L’articolo non è liberamente disponibile online ma può essere richiesto agli autori. Qui di seguito riportiamo l’abstract: What explains the adoption of military innovations? In this article, we assess the empirical validity of adoption capacity theory by reconsidering one methodologically important case analyzed by … Continua a leggere Andrea Gilli e Mauro Gilli, articolo su Security Studies