E’ troppo presto per parlare di ripresa

di Mario Seminerio  – © Liberal Quotidiano

Il forte rally delle quotazioni azionarie globali, in atto da alcune settimane, ed alcuni dati macroeconomici meno peggiori delle attese, stanno contribuendo alla formazione di aspettative di stabilizzazione del quadro economico. Si tratta di attese diffuse anche in Europa, dove fino a non molto tempo addietro si riteneva che la congiuntura fosse destinata ad aggravarsi significativamente rispetto agli Stati Uniti, essenzialmente per il minore impiego di risorse fiscali nello stimolo della congiuntura, per i limiti statutari e politici ai margini di manovra della Banca Centrale Europea, oltre che per la prossimità con un’area (quella dell’Europa Orientale) che rappresenta un fondamentale mercato per i paesi Ue, e che sta vivendo una crisi drammatica causata dal deflusso di capitali occidentali e da indebitamento di famiglie ed imprese in valute forti (euro e franchi svizzeri).

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Luci, ombre ed idiozie del disegno di legge sul federalismo fiscale

 

di Piercamillo Falasca – da L’Occidentale di venerdì 23 gennaio 2009 (Titolo originario: Ora la Lega si prepara ad incassare il dividendo per le Europee)

Ieri (giovedì 22 gennaio, ndr) il Senato ha approvato il disegno di legge delega sul cosiddetto federalismo fiscale. Politicamente parlando, la Lega ha realizzato un capolavoro: ha evitato che la crisi economica insabbiasse il progetto, ha tenuto insieme la maggioranza, ha ottenuto l’astensione del Pd concedendo ai democratici alcuni emendamenti. Insomma, Umberto Bossi si prepara ad incassare il dividendo elettorale alle europee. Sempre politicamente parlando, Giulio Tremonti si è dimostrato un gran giocatore: non scopre le sue carte, tiene in mano il pallino e si prepara alle negoziazioni che verranno da una posizione di forza. Il superministro ha ragione, sarebbe impossibile quantificare oggi il costo per l’erario del federalismo, visto il numero di grandi e piccoli dettagli da chiarire nei decreti attuativi. Continua a leggere “Luci, ombre ed idiozie del disegno di legge sul federalismo fiscale”

Con la crisi tutti si affrettano ad aiutare le imprese invece di fare le riforme

di Piercamillo Falasca e Andrea Giuricin – da L’Occidentale

Infine è successo: l’aiuto che l’amministrazione Bush ha fornito al settore automobilistico lo scorso 19 dicembre è la prova che i governi hanno la memoria corta. Tante volte gli interventi pubblici di sostegno a grandi imprese e a importanti settori industriali sono stati la regola delle crisi, in America e ancor più in Europa, ma mai la soluzione. Nell’immediato, General Motors e Chrysler useranno i 13,4 miliardi di dollari (altri 4 miliardi giungeranno a marzo) concessi dal governo per sopravvivere ma le perdite accumulate (più di 50 miliardi all’anno) e le prospettive molto negative per il 2009 faranno sì che il prestito pubblico esaurirà i suoi effetti salvifici in pochi mesi, proprio come è accaduto ad Alitalia. Continua a leggere “Con la crisi tutti si affrettano ad aiutare le imprese invece di fare le riforme”

Come il federalismo fiscale può salvare il Mezzogiorno

di Redattori Epistemes

In “Come il federalismo fiscale può salvare il Mezzogiorno” (edito da Rubbettino), Piercamillo Falasca e Carlo Lottieri perorano la causa del federalismo come unica possibilità di riscatto per il Sud d’Italia. Da palla al piede a tigre mediterranea? Difficile, ma con l’ottimismo della volontà è probabilmente l’ultima cartuccia che il Mezzogiorno d’Italia può ancora sperare di utilizzare.

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Appunto, quale politica fiscale? Una replica politica a Marco Botta

di Piercamillo Falasca

Marco Botta, commentando l’articolo di Benedetto Della Vedova, dice che l’effetto – sul Pil e sul tasso di disoccupazione – della detassazione delle tredicesime sarebbe alquanto limitato. Dati alla mano, Botta ci informa che la crescita delle due grandezze sarebbe appena di qualche decimale e che molto più efficace sarebbe invece una manovra dal lato dell’offerta.
Botta ha ragione da vendere, economicamente parlando, ma politicamente dimentica qualcosa. E i Riformatori Liberali di Della Vedova (di cui mi onoro di far parte) sono costretti a ragionare anzitutto politicamente, ossia strategicamente, rispetto al Pdl e rispetto all’opinione pubblica. Continua a leggere “Appunto, quale politica fiscale? Una replica politica a Marco Botta”

Perché è arrivato il momento di riaprire il dossier sul mercato del lavoro

di Piercamillo Falascada L’Occidentale di mercoledì 8 ottobre 2008

Pur rischiando il “controcorrentismo”, chi scrive dice che il famoso applauso dei lavoratori di Alitalia alla notizia della rottura della trattativa tra la Cai e i sindacati, confederali ed autonomi, fu atto assolutamente comprensibile e razionale. Sbagliato gridare alla irresponsabilità, come hanno fatto diversi esponenti politici, soprattutto dalle parti della maggioranza. Pura razionalità. Si può mai immaginare – ad esempio – che una squadra di calcio, laddove si trovi a giocare in undici contro dieci, si lasci convincere dall’allenatore avversario a rinunciare “responsabilmente” ad un giocatore? Siamo onesti: chi di noi non si sarebbe comportato esattamente come i dipendenti di Alitalia, se si fosse trovato in quella situazione? Continua a leggere “Perché è arrivato il momento di riaprire il dossier sul mercato del lavoro”

Nuova politica monetaria cercasi

di Mario Seminerio – © Libero Mercato

L’approvazione dell’Emergency Economic Stabilization Act riveduto e corretto è stata accolta dal mercato azionario con l’ennesimo ribasso, a ribadire che la gravità dei problemi va ben oltre l’intervento deciso. Eppure, in un momento di profondo pessimismo di mercati ed analisti, è opportuno evidenziare alcuni elementi potenzialmente positivi contenuti nel pacchetto adottato. In primo luogo, l’aumento da 100.000 a 250.000 dollari dell’assicurazione pubblica sui depositi fornita dalla Federal Deposit Insurance Corporation, che servirà a rassicurare soprattutto le piccole e medie imprese e a ridurre il rischio di corse agli sportelli.

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Con la rete “libera” sparirà la rete

di Piercamillo Falasca – articolo pubblicato il 5 agosto 2008 su LiberoMercato

Da qualche anno ferve nel mondo, in particolare negli Stati Uniti, un dibattito insieme ideologico e specialistico, quello sulla cosiddetta “net neutrality”, la neutralità di Internet. Come tutte le dispute ideologiche, è spesso mal posta. Essendo molto tecnico, poi, il problema non sembra ancora interessare il grande pubblico. Eppure parliamo di una questione di importanza vitale per i prossimi decenni, che riguarda il funzionamento del mercato e la spinta all’innovazione e allo sviluppo tecnologico che sarà possibile imprimere in futuro. Continua a leggere “Con la rete “libera” sparirà la rete”

Robin Hood, il principe degli esattori

di Redazione Epistemes

La Robin Hood Tax è “una risposta inefficace e populista a un problema serio”, che rischia di condurre il nostro paese “fino in fondo sulla via lastricata di buone intenzioni”. Lo affermano Piercamillo Falasca, redattore di Epistemes e fellow dell’Istituto Bruno Leoni, e Carlo Stagnaro, direttore Energia e ambiente dell’IBL, nel Briefing Paper “Robin Hood, il principe degli esattori“.

Nel paper, gli autori analizzano nel dettaglio le principali misure contenute nella Robin Tax, e ne valutano conseguenze ed effetti. “In generale – scrivono Falasca e Stagnaro – l’aggravio aggiuntivo a cui le imprese del settore energetico saranno soggette potrà riversarsi su tre voci: i prezzi per i consumatori, gli investimenti del settore energetico, i dividendi per gli azionisti. In tutti i casi, le conseguenze saranno negative”. Continua a leggere “Robin Hood, il principe degli esattori”

Alitalia: asta pubblica per la vendita degli asset

“Il fatto che Alitalia sia sull’orlo del fallimento e che AirOne affronti anch’essa una fase critica non dovrebbe indurre ad una cessione troppo ‘benevola’ degli asset alla newco.”
È quanto affermano Andrea Giuricin e Piercamillo Falasca in un nuovo Focus dell’Istituto Bruno Leoni dal titolo “Alitalia: correggere l’incorreggibile” (PDF).

“Gli asset da trasferire – continuano Falasca e Giuricin – hanno ancora un valore ed è auspicabile che vi siano delle condizioni di assoluta trasparenza e contendibilità nella loro vendita. Non vorremmo che si preferisse predeterminare l’acquirente a discapito del valore della vendita, perché ad essere danneggiati sarebbero i contribuenti, gli azionisti minori e i creditori. Meglio sarebbe procedere ad un’asta pubblica sul prezzo, con regole chiare e tempi ragionevoli, cui possono partecipare tutte le compagnie potenzialmente interessate ad acquisire gli asset messi in vendita.”

Un’ultima considerazione degli autori riguarda la bad company: “Alitalia è già una bad company. Con la vendita degli asset alla newco, essa rischia di divenire una ‘very bad company’. Quanto proponiamo vuol tentare di correggere ciò che non può proprio essere corretto. L’unica certezza è che lo Stato, ergo i contribuenti, continuerà nei prossimi anni a dover pagare per la ‘very bad company’”.

Il Focus “Alitalia: correggere l’incorreggibile” è liberamente scaricabile qui (PDF).