Un saluto ai lettori

Cari lettori, Epistemes è oramai diventato un sito seguito e apprezzato da più parti. Tutto questo è merito dei redattori che sottraendo spesso tempo ad attività lavorative e di studio hanno cercato di offrire un prodotto editoriale di alta qualità.

Purtroppo gli impegni di studio e di lavoro non ci consentono più di dedicarci quanto vorremmo al sito. Il rischio è quello di ridurre la qualità della nostra collaborazione ad Epistemes o non conseguire quei risultati lavorativi che inseguiamo da tempo.

Per il rispetto che dobbiamo ai lettori e ai redattori, preferiamo lasciare. I nostri articoli restano a disposizione dei lettori. È stata un’esperienza estremamente stimolante che ci ha arricchito professionalmente e umanamente per la quale ringraziamo i lettori ed i redattori di Epistemes.

Andrea Asoni, Pierangelo De Pace e Antonio Mele

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Un sentito ringraziamento ad Andrea, Antonio e Pierangelo per la grande qualità delle analisi proposte, per i continui stimoli intellettuali che hanno reso possibile l’affermazione di Epistemes come sito di grande rigore divulgativo, oltre che per la dedizione con cui hanno sottratto tempo ai loro gravosi impegni accademici. Ad Andrea, Antonio e Pierangelo un grande in bocca al lupo, questo sito resterà ovviamente sempre aperto al loro contributo, come a quello di quanti vorranno segnalarci la loro disponibilità a fare di Epistemes una consolidata realtà nel panorama della divulgazione italiana su economia e relazioni internazionali.

Mario Seminerio 

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I SUV, la statica comparata e la cattiva interpretazione dei dati

di Antonio Mele

Premessa: il sottoscritto viaggia solo con metropolitane, autobus o treni, non possiede auto, non ha nessuna particolare predilezione per macchine di grossa cilindrata o di grosse dimensioni. Ma la polemica sui SUV e la loro pericolosità ricorda tanto le accuse alle canzoni di Marilyn Manson di essere una delle cause scatenanti della strage di Columbine: un mucchio di fesserie. A cui va data una risposta.

L’episodio dell’incidente a Milano causato da un SUV fornisce l’occasione per mostrare una delle ragioni per cui il dibattito politico-culturale langue nel nostro Paese. Infatti trattasi del tipico caso in cui le analisi effettuate dai media non isolano gli elementi fondamentali del problema, basandosi invece su questioni che sono lontanamente in relazione con gli eventi, e utilizzando i dati con una certa disinvoltura.

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Assicurazioni sanitarie, analisi economica e proposte campate per aria

di Antonio Mele

Il tema della sanità americana è al centro della campagna per le presidenziali 2008. Come tutti i temi che influiscono su un aspetto fondamentale della vita delle persone, anche questo è caratterizzato da accese discussioni e da visioni spesso diametralmente opposte. Lungi da me voler entrare in tale complicato dibattito: questo non vuole essere un lavoro di disamina del sistema assicurativo privato vigente negli Stati Uniti, né potrebbe esserlo a meno di voler scrivere un intero tomo d’enciclopedia; in questo breve articolo mi limiterò ad analizzare un aspetto del sistema assicurativo statunitense, quello del long-term care, e ad illustrare una proposta di John H. Cochrane, del 1995.
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Gli effetti della flat tax

di Antonio Mele

Su questo sito abbiamo più volte trattato i problemi fiscali del nostro Paese. Abnorme carico fiscale, eccessiva complessità del sistema, un numero di adempimenti da far invidia ad uno stato dittatoriale: abbiamo analizzato, speriamo in modo comprensibile, tutti questi argomenti.

Da varie parti si avanza come panacea di tutti i mali l’introduzione della flat tax: una tassa sul reddito proporzionale, compensata però da una soglia al di sotto della quale il reddito non verrebbe tassato, per preservare la progressività fiscale che la Costituzione ci impone.

In questo breve articolo vorrei soffermarmi sui pregi e i difetti di questa proposta, cercando di chiarire i seguenti punti: una riforma fiscale che si avvicini a realizzare una flat tax è una ottima riforma per il futuro del Paese; probabilmente una riforma del genere non è politicamente realizzabile; anche se fosse realizzabile, si presta a tutta una serie di possibili capovolgimenti che la potrebbero snaturare, a causa della probabilmente lunga transizione verso i benefici che porterebbe.

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Una brutta storia di bamboccioni e ministri ignoranti

di Antonio Mele

Nel primo corso di Economia, all’università, si insegna agli studenti che tutto il ragionamento economico è basato su due concetti fondamentali: il primo definisce quello che voglio ottenere, ovvero le mie preferenze; il secondo stabilisce quello che posso ottenere, ovvero i vincoli di reddito, di tecnologia, di informazione che non mi permettono di ottenere sempre quello che voglio. Quello che qualsiasi docente di economia spera è che perlomeno questi due concetti rimangano chiaramente impressi nella memoria dello studente.

Probabilmente Padoa Schioppa era distratto durante quel primo corso di economia. Continua a leggere “Una brutta storia di bamboccioni e ministri ignoranti”

Padoa-Schioppa e il suo Quaderno: bocciati

di Antonio Mele

Ci risiamo. Non contento di aver già varato il Grande Piano di Salvataggio dell’Università Italiana, ora il governo, per bocca del suo ministro dell’Economia Padoa-Schioppa, tira fuori un bel Big Plan per la scuola primaria e secondaria: il Quaderno Bianco sulla Scuola, un bel malloppo di quasi 300 pagine frutto dello sforzo governativo per “il bene dell’Italia”.
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Contrordine compagni! Il liberismo rimane di destra

di Andrea Asoni e Antonio Mele

L’ultimo film di Gabriele Muccino, “The pursuit of happyness”, si basa sulla storia di Chris Gardner, un giovane americano di colore che ha fatto fortuna nel mondo della finanza partendo da una situazione economica e sociale che definire disagiata sarebbe un eufemismo. Il messaggio di fondo del lavoro di Muccino è che col duro lavoro e la tenacia si può ottenere qualsiasi risultato.

Il successo per Gardner arriva sotto forma di un lavoro da broker per una banca d’affari. I disagi sono invece i più vari. Chris finisce in carcere per delle multe non pagate, viene lasciato dalla sua compagna con un figlio di appena 5 anni, perde la casa dove vive perchè non riesce a pagare l’affitto. Si ritrova senzatetto e dorme spesso nei bagni della metropolitana; quando è fortunato riesce a trovare un pasto caldo e un letto in un ente caritatevole religioso.
Il governo compare poco in questo contesto, e anzi quando lo fa è un ostacolo sulla strada verso il successo (arresto e confisca del conto corrente a causa di tasse non pagate).

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Gettare benzina sul fuoco/2

di Andrea Asoni, Antonio Mele e Mario Seminerio

Poche ore fa è uscito su Epistemes.org un articolo che presenta una articolata critica alle recenti mosse del governo Prodi volte a calmierare il prezzo della benzina in Italia. Parte della critica riportava come fosse il peso eccessivo delle tasse a gravare sul prezzo della benzina in Italia, piuttosto che il prezzo industriale del carburante ed eventuali comportamenti oligopolistici (secondo calcoli effettuati qualche mese prima da noi).

Leggiamo ora che il ministero delle Finanze, per bocca del sottosegretario Alfiero Grandi, ribadisce che il “permanere di prezzi alti, come ormai noto [enfasi nostra], può essere attribuito, nella sostanza, principalmente all’esistenza in Italia, di un forte oligopolio petrolifero”. Si aggiunge inoltre che il Bel Paese non è il paese a tassazione più alta.

Poiché non ci piace ragionare per “fatti noti”, ma solo in base a dati certi, abbiamo rifatto i conti usando gli ultimi dati disponibili (Oil Bulletin, 2 luglio 2007).

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Gettare benzina sul fuoco

di Andrea Asoni, Antonio Mele e Mario Seminerio

In questi giorni il Governo, per voce del ministro Bersani, ha convocato le compagnie petrolifere per chiedere conto degli (secondo Bersani) eccessivi rincari della benzina.

In un articolo pubblicato qualche tempo fa abbiamo spiegato come un governo realmente interessato a far diminuire il prezzo della benzina debba preoccuparsi di tagliare le tasse che pesano sul carburante. Tale articolo commentava l’iniziativa del ministro Bersani volta a liberalizzare la distribuzione della benzina. L’argomento principale sosteneva che, nel caso specifico del prezzo del carburante, un taglio delle tasse era uno strumento più consono agli obbiettivi annunciati della riforma (diminuzione del prezzo della benzina).
A tali considerazioni oggi aggiungiamo qualche breve riflessione, scaturita dalla preoccupante tendenza del governo Prodi a intervenire in maniera dirigista sulle scelte delle imprese, soprattutto in determinati settori.

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Vladimir Ilyich Mussi e Josef Vissarionovich Padoa Schioppa

di Antonio Mele

Immaginate che uno di questi giorni estivi in cui vi godete le vacanze in riva al mare, un rappresentante del governo venga intervistato in televisione e faccia la seguente dichiarazione: “È terribile che ci siano persone che non hanno amici con cui passare i giorni di vacanza. Queste persone sono vittime di un sistema che emargina, attraverso l’esclusione dalle cerchie amicali, gli individui più timidi, quelli più antipatici e quelli meno attenti alla propria igiene personale. Nello stesso tempo, alcune persone tradiscono la fiducia dei propri amici, in varie forme, con la menzogna e con l’inganno, lasciando l’amico tradito infelice e segnato per sempre. Questa situazione è diventata intollerabile, e una nazione civile si deve far carico dei suoi cittadini meno fortunati. Non è colpa loro se la Natura non ha dato loro un carattere espansivo; d’altronde, è la stessa nostra società iniqua, divisa tra chi è naturalmente divertente e carismatico e chi non lo è, a creare le barriere che portano al formarsi di sacche di disagio dove gli antipatici sono esclusi; e in fondo, la questione dell’igiene personale è una questione privata, sulla quale non dovremmo creare discriminazioni oggi nel 2007; purtroppo la realtà è ben diversa, e chi non si lava viene perlomeno guardato con occhio storto, quando non scacciato apertamente dai benpensanti profumati. Pertanto, da domani partirà un programma governativo, il Piano Amicizia, che raccoglierà informazioni su ogni singolo per poter decidere in modo efficiente con chi egli dovrà stringere amicizia, con due obiettivi: dare almeno un amico a tutti coloro che non ce l’hanno, e correggere le storture create dall’inefficiente allocazione degli amici potenzialmente infedeli.

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